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ISO 5667-10 in revisione: novità per il campionamento delle acque reflue

La revisione della ISO 5667-10 sul campionamento delle acque reflue è arrivata alla fase FDIS. Il progetto ISO/FDIS 5667-10, terza edizione, è entrato nella fase finale di approvazione nell’agosto 2026. Fino alla pubblicazione della nuova edizione, la ISO 5667-10:2020 resta il riferimento vigente.

Per i laboratori ambientali e per le organizzazioni che gestiscono attività di campionamento, è il momento giusto per preparare una verifica documentale senza anticipare requisiti non ancora definitivi.

Che cosa disciplina la ISO 5667-10

La norma fornisce indicazioni per impostare programmi di campionamento e ottenere campioni rappresentativi di acque reflue domestiche e industriali. La qualità del risultato analitico dipende infatti da tutta la catena: definizione dell’obiettivo, scelta del punto e del momento di prelievo, tecnica utilizzata, conservazione, trasporto e registrazione delle condizioni operative.

Un dato di laboratorio accurato non compensa un campione non rappresentativo. Per questo il campionamento deve essere trattato come un processo tecnico controllato, soprattutto quando rientra nel campo di applicazione dell’accreditamento ISO/IEC 17025.

FDIS: che cosa significa per il laboratorio

FDIS significa Final Draft International Standard: il testo è in una fase avanzata, ma non è ancora una norma pubblicata. Non è quindi corretto sostituire oggi la procedura basata sull’edizione 2020 con indicazioni ricavate da una bozza. È invece utile pianificare le attività che renderanno più rapido l’adeguamento quando l’edizione definitiva sarà disponibile.

La direzione tecnica può già individuare un responsabile per il monitoraggio della revisione, verificare quali procedure citano la ISO 5667-10:2020 e predisporre un elenco dei documenti, delle registrazioni e delle istruzioni operative potenzialmente interessati.

Cinque controlli da programmare

  • Piano di campionamento: obiettivi, punti di prelievo, frequenze e criteri di rappresentatività devono essere motivati e documentati.
  • Attrezzature: campionatori, contenitori e strumenti di misura sul campo devono essere idonei, identificati e sottoposti ai controlli previsti.
  • Conservazione e trasporto: tempi, temperature e condizioni del campione vanno definiti e registrati in modo coerente con i metodi analitici.
  • Competenza del personale: formazione, affiancamento, autorizzazione e mantenimento della competenza devono includere anche le condizioni reali di campo.
  • Tracciabilità: verbali, fotografie, anomalie, condizioni meteorologiche e deviazioni dal piano devono consentire di ricostruire il prelievo.

Come preparare la gap analysis

Quando sarà pubblicato il testo definitivo, la gap analysis dovrà confrontare requisito per requisito la nuova edizione con procedure, modulistica e prassi effettivamente utilizzate. È consigliabile distinguere tra modifiche editoriali, chiarimenti e cambiamenti che richiedono azioni concrete su formazione, attrezzature, validazione o gestione del rischio.

L’esito può essere tradotto in un piano con responsabili, scadenze, evidenze attese e verifica dell’efficacia. Questa impostazione riduce il rischio di aggiornamenti formali che non arrivano davvero alle attività di campo.

Il supporto di DN Consulenze

DN Consulenze supporta laboratori e organizzazioni nella revisione dei processi di campionamento, nella gestione dei requisiti ISO/IEC 17025 e nella preparazione delle verifiche ispettive. Scopri i servizi di consulenza, i percorsi di formazione oppure contattaci per valutare una gap analysis dedicata.

Fonte tecnica: scheda ufficiale ISO/FDIS 5667-10. Aggiornamento verificato il 30 agosto 2026.

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