PT e ILC ISO/IEC 17025 per laboratori

PT e ILC secondo ISO/IEC 17025: pianificazione, frequenze, rischio, z-score, risultati critici, analisi delle cause, azioni e verifica dell’efficacia.

PT e ILC ISO/IEC 17025 per laboratori

I proficiency testing e i confronti interlaboratorio non sono un adempimento isolato: devono essere pianificati, interpretati e collegati al sistema di monitoraggio della validità dei risultati del laboratorio.

DN Consulenze supporta i laboratori nella definizione del piano PT/ILC, nella valutazione dei risultati e nella gestione dei casi critici, con un approccio coerente con ISO/IEC 17025, ISO 13528, ILAC P9 ed EA-4/18.

Quando serve un supporto sui PT/ILC

  • z-score in area di attenzione o non soddisfacente;
  • risultati incoerenti tra anni o tra matrici;
  • difficoltà nel definire frequenza e copertura dei PT;
  • assenza di PT commerciali idonei per una prova;
  • necessità di motivare alternative o ILC;
  • azioni correttive che non risultano efficaci;
  • collegamento debole tra PT, controllo qualità e rischio del metodo.

Come interveniamo

Partiamo dalla prova interessata, dalla matrice, dal livello di concentrazione, dal ruolo della prova nello scopo di accreditamento e dagli altri dati disponibili. Non si valuta il solo numero finale: si ricostruisce il contesto tecnico.

Esigenza Attività DN Output
z-score critico riesame dati, calcoli, seduta, tarature, controlli e matrice analisi delle cause documentata
Piano PT mappatura metodi, matrici e livelli piano motivato e basato sul rischio
PT non disponibile valutazione di ILC o altre evidenze strategia alternativa documentata
Esito ricorrente analisi storica e confronto con CQ interno azioni e verifica di efficacia

z-score: il numero da solo non basta

La lettura operativa comunemente usata distingue risultati soddisfacenti, segnali di attenzione e risultati non soddisfacenti, ma il criterio applicabile resta quello definito dal provider dello schema. Un risultato critico deve essere valutato insieme a valore assegnato, incertezza, deviazione standard per la valutazione, matrice, livello e comportamento dei controlli interni.

Per un approfondimento pratico vedi PT e ISO/IEC 17025: cosa fare quando lo z-score è >2 o >3.

Dal risultato all’azione

  1. verifica dei dati trasmessi e dei calcoli;
  2. ricostruzione della seduta analitica;
  3. confronto con bianchi, CRM, duplicati e carte di controllo;
  4. valutazione di reagenti, tarature, preparazioni e fattore umano;
  5. stima dell’impatto su risultati precedenti, quando necessario;
  6. definizione di correzione o azione correttiva;
  7. verifica dell’efficacia mediante dati successivi.

Riferimenti tecnici

ISO 13528:2022 è il riferimento internazionale sui metodi statistici per i proficiency testing ed è stata aggiornata dall’Amendment 1:2026. ILAC P9:01/2024 definisce la politica sull’uso di PT e ILC nel processo di accreditamento; EA-4/18 G:2021 fornisce indicazioni sul livello e sulla frequenza di partecipazione.

Collegamento con la consulenza ISO/IEC 17025

La gestione dei PT è più efficace quando viene collegata a validazione, incertezza, controllo qualità statistico e riesame del rischio. Questa attività rientra nella nostra consulenza ISO/IEC 17025 per laboratori.

Domande frequenti

Un singolo z-score critico richiede sempre un’azione correttiva?

No. Serve prima una valutazione tecnica della causa, dell’impatto e del contesto. La decisione deve essere proporzionata alle evidenze.

Se non esiste un PT commerciale?

Si può valutare un ILC o un’altra evidenza tecnicamente adeguata, documentando perché l’alternativa è pertinente alla prova.

Il piano PT deve coprire ogni metodo ogni anno?

La pianificazione deve essere motivata rispetto a rischio, famiglie tecniche, matrici, livelli e disponibilità degli schemi; una regola unica non è sempre appropriata.

Vuoi riesaminare un PT o il tuo piano PT/ILC?

Possiamo partire da un risultato critico, dal piano annuale, da un ILC da organizzare o da una criticità emersa durante un audit.

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