Metrologia ISO/IEC 17025 per laboratori

Metrologia ISO/IEC 17025: bilance, pipette, termometri, pressione e portata, tarature, verifiche intermedie, criteri di accettazione e idoneità all’uso.

Metrologia e verifiche intermedie ISO/IEC 17025

Tarare uno strumento non basta: il laboratorio deve dimostrare che la dotazione rimane idonea all’uso tra una taratura e la successiva. DN Consulenze supporta nella definizione di verifiche intermedie, criteri di accettazione, frequenze e registrazioni coerenti con il rischio e con l’uso reale dell’apparecchiatura.

Quando serve un riesame metrologico

  • verifiche intermedie impostate solo sulla risoluzione dello strumento;
  • masse o punti di controllo non rappresentativi dell’uso reale;
  • frequenze definite per abitudine e non in base al rischio;
  • assenza di criteri chiari per accettare o respingere un controllo;
  • pesata minima non coerente con le masse realmente utilizzate;
  • difficoltà nel collegare taratura, incertezza e prestazione richiesta.

Come interveniamo

Esigenza Attività DN Output
Bilancia analisi del campo d’uso, masse, tolleranze e ripetibilità piano di verifica intermedia
Taratura lettura critica del certificato e dell’incertezza criteri di idoneità all’uso
Frequenza valutazione di stabilità, uso, rischio e storico periodicità motivata
Esito fuori criterio valutazione dell’impatto e delle azioni gestione documentata e verificabile

Bilance e pesata minima

Per le bilance, la verifica intermedia deve essere costruita sul campo di utilizzo e sui requisiti della prova. Una massa di controllo scelta soltanto perché disponibile può essere poco significativa rispetto alle pesate reali del laboratorio.

EURAMET Calibration Guide No. 18, Version 4.0, resta un riferimento importante per la calibrazione delle bilance non automatiche e tratta anche la determinazione della minimum weight e l’incertezza nell’uso dello strumento.

Approfondisci le guide DN sulla verifica intermedia delle bilance e sulla pesata minima in laboratorio.

Criteri di accettazione

Il criterio non dovrebbe coincidere automaticamente con la risoluzione dello strumento. Deve essere compatibile con l’errore ammissibile per l’uso previsto, con l’incertezza e con il contributo che la grandezza apporta al risultato finale.

Una mappa metrologica costruita sull’uso reale

Per gestire correttamente le dotazioni conviene partire non dall’elenco strumenti, ma dalle grandezze che influenzano il risultato. Massa, volume, temperatura, pressione, tempo, portata e condizioni ambientali possono avere un peso molto diverso a seconda della prova.

Dotazione Domanda tecnica Controllo utile
Bilance La massa utilizzata è sopra il peso minimo e nel campo realmente tarato? Ripetibilità, errore di indicazione, masse di controllo e trend
Pipette e dosatori Il volume erogato è adeguato ai volumi realmente utilizzati? Errore sistematico, ripetibilità, verifica gravimetrica o procedura alternativa
Termometri e sonde La taratura copre il campo operativo e la risoluzione è adeguata? Confronto con riferimento, punti rappresentativi e deriva
Micromanometri e sensori di pressione Il campo di taratura rappresenta le pressioni differenziali realmente misurate? Zero, stabilità, confronto a più punti e verifica prima/dopo campagne critiche
Misure di portata La prestazione è adeguata al volume o flusso utilizzato nel calcolo? Controllo con riferimento, linearità nel campo e coerenza dei fattori di correzione
Timer e acquisizioni temporali L’errore temporale può incidere sul risultato? Confronto periodico e verifica del sistema di acquisizione

Pipette e apparecchi volumetrici: serie ISO 8655

Per pipette, burette, diluitori e dispensatori a pistone il riferimento tecnico è la serie ISO 8655. Le parti 1–8 sono state aggiornate nel 2022; la ISO 8655-7:2022 disciplina procedure alternative per la determinazione del volume ed è stata integrata dall’Amendment 1:2024. La ISO 8655-10:2024 aggiunge indicazioni per l’utilizzatore, la competenza, la formazione e l’idoneità dell’apparecchiatura volumetrica a pistone.

Per un laboratorio ISO/IEC 17025 il punto non è applicare automaticamente una tolleranza di catalogo, ma dimostrare che errore sistematico e variabilità del volume erogato sono compatibili con le diluizioni, preparazioni e fortificazioni realmente eseguite. Un controllo a 1000 µL può non essere sufficiente se il metodo utilizza abitualmente 50 µL.

Taratura, verifica intermedia e conferma metrologica

Queste attività non sono sinonimi. La taratura fornisce la relazione tra indicazioni e valori di riferimento con la relativa incertezza; la verifica intermedia controlla che una prestazione significativa si mantenga nel tempo; la conferma metrologica è la decisione complessiva sull’idoneità della dotazione rispetto all’uso previsto.

Il laboratorio dovrebbe quindi essere in grado di rispondere a tre domande: che prestazione mi serve?, come dimostro che lo strumento la possiede? e come verifico che continui a possederla nel tempo?

Come leggere un certificato di taratura

Archiviare il certificato non equivale a valutarlo. Il riesame dovrebbe considerare almeno punti tarati, errore o correzione, incertezza, condizioni ambientali, eventuale stato “as found/as left”, coerenza del campo e compatibilità con il requisito interno.

Quando l’incertezza del certificato è confrontabile con la tolleranza che il laboratorio vuole verificare, anche la regola decisionale diventa importante. È inoltre necessario evitare di utilizzare una taratura eseguita in un campo molto diverso da quello di routine come unica evidenza di idoneità.

Frequenza delle verifiche

La frequenza può essere definita considerando stabilità storica, intensità d’uso, criticità della prova, manutenzioni, condizioni ambientali, rischio di deriva e conseguenze di un eventuale fuori controllo. Un piano basato sul rischio è più difendibile di una periodicità scelta in modo uniforme per tutte le dotazioni.

Dal certificato alla decisione

  1. identificare l’uso reale della dotazione;
  2. leggere risultati e incertezza del certificato;
  3. definire i requisiti metrologici necessari alla prova;
  4. stabilire controlli intermedi rappresentativi;
  5. definire criteri di accettazione e azioni in caso di scostamento;
  6. riesaminare frequenze e criteri sulla base dello storico.

Domande frequenti

Una verifica intermedia sostituisce la taratura?

No. Ha uno scopo diverso: fornisce evidenza che lo strumento mantiene prestazioni adeguate tra due tarature.

È sufficiente controllare un solo punto?

Dipende dal campo d’uso e dal rischio. Un singolo punto può essere adeguato in alcuni casi, ma non deve essere scelto automaticamente.

La tolleranza deve essere uguale alla risoluzione?

No. Il criterio deve derivare dall’uso previsto e dalle prestazioni necessarie al metodo.

La gestione metrologica rientra nella nostra consulenza ISO/IEC 17025 per laboratori e si collega alle attività su incertezza di misura e controllo qualità.

Prossimo corso collegato: 5 ottobre 2026 – Taratura delle dotazioni impiegate nelle prove sugli ambienti di lavoro.

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Possiamo partire da bilance, pipette, termometri, strumenti di pressione o portata, certificati di taratura, verifiche intermedie o criteri di accettazione.

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