Emissioni in atmosfera e ISO/IEC 17025

Emissioni da sorgente fissa e ISO/IEC 17025: UNI ISO 15259, ISO 16911-1, UNI EN 13284-1, 14385 e metodi per O₂, H₂O, NOx, SO₂, CO, TOC, VOC, HCl e Hg. Campionamento, tarature, QA/QC, incertezza e rapporti di prova.

Emissioni in atmosfera e ISO/IEC 17025

Le prove sulle emissioni da sorgente fissa richiedono molto più della sola esecuzione analitica. La qualità del risultato dipende dalla corretta pianificazione della misura, dalla scelta della sezione di campionamento, dalla verifica delle condizioni di flusso, dalla taratura e verifica delle dotazioni, dalla rappresentatività del campionamento e dalla coerenza tra dati di campo, calcoli e rapporto di prova.

DN Consulenze supporta i laboratori che operano sulle emissioni in atmosfera nell’applicazione della ISO/IEC 17025 e dei principali metodi tecnici di settore, con un approccio costruito sulle attività realmente svolte in campo e in laboratorio.

Supporto tecnico sulle emissioni da sorgente fissa

L’attività può riguardare l’intero processo di misura oppure una criticità specifica: dalla pianificazione del campionamento fino alla revisione dei risultati e del rapporto di prova.

  • revisione delle procedure di campionamento e misura;
  • valutazione dei requisiti della sezione e del sito di misurazione;
  • piano di misurazione e registrazioni di campo;
  • determinazione della velocità e della portata;
  • campionamenti isocinetici e non isocinetici;
  • determinazione delle polveri e gestione delle pesate;
  • campionamento e determinazione di metalli, composti gassosi e COV;
  • taratura e verifiche intermedie delle apparecchiature;
  • validazione o verifica dei metodi e stima dell’incertezza;
  • controllo qualità, bianchi, duplicati e criteri di accettazione;
  • riesame dei calcoli e dei rapporti di prova;
  • audit interni sulle attività di campionamento e misura delle emissioni.

UNI ISO 15259:2025: partire dal punto di misura

La UNI ISO 15259:2025 è il riferimento attuale per requisiti relativi alle sezioni e ai siti di misurazione, obiettivo della misura, piano di misurazione e rapporto. Per un laboratorio significa verificare che il punto di prelievo e le condizioni operative consentano di ottenere un campione rappresentativo e documentare in modo coerente la strategia adottata.

Un metodo analitico correttamente applicato non compensa automaticamente un punto di campionamento inadeguato. Per questo la valutazione preliminare del sito, dei disturbi di flusso, delle porte di accesso e della disposizione dei punti di misura è parte integrante della qualità del dato.

Velocità e portata: ISO 16911-1

La ISO 16911-1:2013 resta l’edizione corrente per la determinazione manuale della velocità e della portata nei condotti, mentre la seconda edizione è in fase FDIS. Il tema è particolarmente delicato perché velocità, profilo di flusso, pressione differenziale, temperatura, composizione del gas e densità influenzano direttamente il calcolo della portata e, di conseguenza, molti risultati espressi come concentrazione o flusso di massa.

DN Consulenze può supportare il laboratorio nella verifica delle apparecchiature, nella tracciabilità metrologica, nei controlli intermedi e nella valutazione dell’incertezza associata alla misura della portata.

Polveri: campionamento, filtro e pesata

Per la determinazione gravimetrica delle basse concentrazioni di polveri, la UNI EN 13284-1:2017 è tuttora in vigore. Gli aspetti più critici non riguardano solo la fase di prelievo: scelta e condizionamento del filtro, tenuta della linea, isocinetismo, volume campionato, recuperi, trasporto e pesata possono incidere in modo significativo sul risultato finale.

La gestione delle bilance, delle verifiche intermedie e della pesata minima deve quindi essere coerente con le masse realmente determinate sui filtri e con l’incertezza richiesta dal metodo.

Metalli, COV e altri parametri

Per metalli, composti organici e altri inquinanti il laboratorio deve collegare correttamente la fase di campionamento alla successiva preparazione e determinazione analitica. La qualità del dato dipende da supporti di campionamento, reagenti, recuperi, bianchi, conservazione, portata di aspirazione, durata del prelievo e compatibilità tra campo di misura e livelli attesi.

Un tema che affrontiamo spesso è la coerenza tra ciò che viene registrato sul campo e ciò che viene poi utilizzato nei calcoli di laboratorio: fattori di normalizzazione, ossigeno di riferimento, umidità, volume normalizzato, condizioni del gas e unità di misura devono essere tracciabili e verificabili.

Mappa dei principali metodi per le emissioni da sorgente fissa

Per costruire un sistema tecnico coerente non basta conoscere una singola norma. Le prove alle emissioni sono spesso il risultato dell’integrazione tra più metodi: alcuni definiscono il sito e il piano di misura, altri le grandezze di riferimento, altri ancora il campionamento o la determinazione del singolo inquinante.

Grandezza o parametro Riferimento principale Elemento da presidiare
Sezione, sito, piano e rapporto di misura UNI ISO 15259:2025 rappresentatività del punto, obiettivo e piano di misurazione
Velocità e portata ISO 16911-1:2013 profilo, pressione differenziale, densità, volume e tracciabilità metrologica
Polveri a basse concentrazioni UNI EN 13284-1:2017 isocinetismo, tenuta, filtro, volume campionato e gravimetria
Metalli UNI EN 14385:2025 bianchi di campo, recupero, digestione, LoD/LoQ e incertezza
Ossigeno UNI EN 14789:2017 campionamento, condizionamento e analizzatore paramagnetico
Vapore acqueo UNI EN 14790:2017 condensazione/assorbimento e correzione del dato su base secca
SO₂ UNI EN 14791:2017 campionamento e determinazione mediante cromatografia ionica o metodo Thorin
NOx UNI EN 14792:2017 chemiluminescenza, linea gas e condizionamento
CO UNI EN 15058:2017 assorbimento IR, campionamento e condizionamento
Carbonio organico totale UNI EN 12619:2013 FID, risposta strumentale e gestione dei gas di taratura
HCl UNI EN 1911:2010 campionamento, assorbimento e determinazione dei cloruri
VOC singoli UNI CEN/TS 13649:2015 campionamento, estrazione e analisi GC dei singoli composti
Mercurio totale UNI EN 13211:2003 recupero delle diverse frazioni e controllo delle contaminazioni

La tabella non sostituisce l’individuazione del metodo applicabile al singolo impianto o all’autorizzazione. Serve a mostrare la logica del processo: la qualità del risultato finale dipende dall’integrazione tra misure di campo, condizioni di riferimento, campionamento e fase analitica.

Normalizzazione del risultato: un punto spesso sottovalutato

Molti risultati alle emissioni non vengono confrontati direttamente nella forma misurata. Il dato può dover essere corretto alle condizioni normali di temperatura e pressione, espresso su base secca, riferito a una specifica concentrazione di ossigeno oppure trasformato in flusso di massa. Ogni trasformazione introduce grandezze di ingresso e quindi controlli, tracciabilità e possibili contributi di incertezza.

Il laboratorio dovrebbe verificare in particolare:

  • coerenza tra base umida e base secca;
  • temperatura e pressione utilizzate per la normalizzazione;
  • valore di ossigeno misurato e valore di riferimento richiesto;
  • formula applicata per la correzione all’ossigeno;
  • unità di misura e fattori di conversione;
  • uso coerente di portata e volume normalizzato;
  • protezione e validazione dei fogli di calcolo o del software utilizzato.

Un errore in questa fase può modificare il risultato anche quando campionamento e analisi sono stati eseguiti correttamente. Per questo la validazione dei calcoli e il controllo delle formule devono essere trattati come parte integrante del metodo.

Bianchi, tenuta e volume minimo: tre controlli chiave

Bianchi di campo e di processo. Devono essere pianificati in funzione del metodo e consentire di distinguere contaminazione dei reagenti, dei supporti, delle linee e delle operazioni di recupero. Un bianco elevato non dovrebbe essere gestito soltanto mediante sottrazione automatica: occorre valutarne l’origine e l’impatto sul risultato.

Prova di tenuta. La tenuta deve essere eseguita nei momenti previsti e registrata con il criterio applicabile. Una semplice annotazione “OK” è molto meno robusta di una registrazione che permetta di ricostruire condizioni, valore osservato, limite e decisione.

Volume minimo. Il volume da campionare dovrebbe essere definito prima della prova collegando limite autorizzativo, LOQ analitico, volume finale, eventuali diluizioni e incertezza attesa. Campionare un volume insufficiente può rendere il dato non utile anche se la seduta analitica è perfettamente valida.

Taratura e verifiche intermedie delle dotazioni

Micromanometri, termometri, sensori di pressione, contatori, sistemi di misura della portata, bilance e altre dotazioni devono essere gestiti in funzione dell’uso reale. Non è sufficiente disporre di un certificato di taratura: occorre definire criteri di accettazione, frequenze dei controlli e verifiche intermedie che dimostrino il mantenimento delle prestazioni tra due tarature.

Approfondisci il servizio DN dedicato alla metrologia e alle verifiche intermedie ISO/IEC 17025.

Incertezza e controllo qualità nelle emissioni

La stima dell’incertezza deve rappresentare il processo completo applicabile al misurando. Nelle emissioni possono diventare rilevanti contributi legati a campionamento, portata, volume, recuperi, condizioni di riferimento e variabilità operativa. È quindi importante evitare budget puramente teorici scollegati dai dati reali.

Per questo colleghiamo la valutazione dell’incertezza al controllo qualità statistico, alle verifiche intermedie e ai dati di validazione.

Checklist operativa prima di una campagna alle emissioni

Prima di iniziare una campagna di misura è utile verificare in modo strutturato almeno questi punti:

  1. obiettivo della misura, autorizzazione e parametri richiesti;
  2. idoneità della sezione di campionamento e accessibilità dei punti;
  3. numero e posizione dei punti di misura secondo il metodo applicabile;
  4. stato di taratura e verifica intermedia di micromanometri, termometri, barometri, contatori e sistemi di acquisizione;
  5. tenuta delle linee di campionamento e relativo criterio di accettazione;
  6. materiali di campionamento, filtri, supporti, reagenti e bianchi previsti;
  7. volume minimo da campionare in funzione di LOQ e limiti da verificare;
  8. fogli di campo e formule di calcolo già verificati prima dell’uscita;
  9. criteri per gestire condizioni anomale, swirl, instabilità del flusso o interruzioni del campionamento;
  10. tracciabilità tra registrazioni di campo, campioni consegnati al laboratorio e rapporto di prova.

Una checklist di questo tipo riduce il rischio di accorgersi solo a posteriori che manca un dato necessario al calcolo o che una condizione del sito rende la misura non rappresentativa.

Situazioni tipiche su cui interveniamo

Criticità Verifica tecnica Obiettivo
Portata o velocità instabile profilo, strumentazione, densità, condizioni di misura e calcoli dato di portata tecnicamente difendibile
Tenuta non documentata procedura, frequenza e registrazioni evidenza del controllo della linea di campionamento
Pesate critiche dei filtri bilancia, massa minima, controlli intermedi e condizionamento maggiore affidabilità del dato gravimetrico
Incertezza non rappresentativa riesame del modello e dei dati reali stima coerente con il processo di misura
Rapporto di prova incoerente unità, normalizzazioni, riferimenti, dati di campo e calcoli tracciabilità completa del risultato

Approfondimenti DN sulle emissioni

Domande frequenti sulle emissioni in atmosfera

Una buona analisi di laboratorio può compensare un campionamento non rappresentativo?

No. Se il campione non rappresenta correttamente il flusso nel condotto, la qualità della successiva determinazione analitica non può correggere il problema originato in campo.

Le verifiche intermedie sono necessarie anche se gli strumenti sono tarati?

Sì, quando il rischio e l’uso lo richiedono. La taratura descrive le prestazioni in un determinato momento; le verifiche intermedie servono a confermare che la dotazione continui a essere idonea tra due tarature.

Come si valuta il volume minimo da campionare?

Deve essere collegato al limite che si vuole verificare, al LOQ del metodo analitico, ai volumi finali, alle diluizioni e alle eventuali frazioni che concorrono al risultato.

DN Consulenze può intervenire solo sulla parte di campo?

Sì. Il supporto può essere limitato a campionamento e misure in campo oppure estendersi a preparazione, analisi, calcoli, incertezza, controllo qualità e rapporto di prova.

Un supporto costruito sul lavoro reale del laboratorio

DN Consulenze può intervenire su una singola criticità oppure sull’intero processo, integrando consulenza ISO/IEC 17025, audit interni, validazione, metrologia, incertezza, controllo qualità e formazione tecnica.

Se il laboratorio opera sulle emissioni da sorgente fissa, possiamo partire direttamente dai dati di campo, dalle procedure e dai rapporti di prova per individuare i punti che meritano un approfondimento.

Vuoi riesaminare le tue attività sulle emissioni?

Possiamo partire da un metodo, da una campagna di misura, da criticità su portata, tenuta, polveri, metalli, COV, incertezza, dotazioni o rapporto di prova.

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