Le prove sulle emissioni da sorgente fissa richiedono molto più della sola esecuzione analitica. La qualità del risultato dipende dalla corretta pianificazione della misura, dalla scelta della sezione di campionamento, dalla verifica delle condizioni di flusso, dalla taratura e verifica delle dotazioni, dalla rappresentatività del campionamento e dalla coerenza tra dati di campo, calcoli e rapporto di prova.
DN Consulenze supporta i laboratori che operano sulle emissioni in atmosfera nell’applicazione della ISO/IEC 17025 e dei principali metodi tecnici di settore, con un approccio costruito sulle attività realmente svolte in campo e in laboratorio.
L’attività può riguardare l’intero processo di misura oppure una criticità specifica: dalla pianificazione del campionamento fino alla revisione dei risultati e del rapporto di prova.
La UNI ISO 15259:2025 è il riferimento attuale per requisiti relativi alle sezioni e ai siti di misurazione, obiettivo della misura, piano di misurazione e rapporto. Per un laboratorio significa verificare che il punto di prelievo e le condizioni operative consentano di ottenere un campione rappresentativo e documentare in modo coerente la strategia adottata.
Un metodo analitico correttamente applicato non compensa automaticamente un punto di campionamento inadeguato. Per questo la valutazione preliminare del sito, dei disturbi di flusso, delle porte di accesso e della disposizione dei punti di misura è parte integrante della qualità del dato.
La ISO 16911-1:2013 resta l’edizione corrente per la determinazione manuale della velocità e della portata nei condotti, mentre la seconda edizione è in fase FDIS. Il tema è particolarmente delicato perché velocità, profilo di flusso, pressione differenziale, temperatura, composizione del gas e densità influenzano direttamente il calcolo della portata e, di conseguenza, molti risultati espressi come concentrazione o flusso di massa.
DN Consulenze può supportare il laboratorio nella verifica delle apparecchiature, nella tracciabilità metrologica, nei controlli intermedi e nella valutazione dell’incertezza associata alla misura della portata.
Per la determinazione gravimetrica delle basse concentrazioni di polveri, la UNI EN 13284-1:2017 è tuttora in vigore. Gli aspetti più critici non riguardano solo la fase di prelievo: scelta e condizionamento del filtro, tenuta della linea, isocinetismo, volume campionato, recuperi, trasporto e pesata possono incidere in modo significativo sul risultato finale.
La gestione delle bilance, delle verifiche intermedie e della pesata minima deve quindi essere coerente con le masse realmente determinate sui filtri e con l’incertezza richiesta dal metodo.
Per metalli, composti organici e altri inquinanti il laboratorio deve collegare correttamente la fase di campionamento alla successiva preparazione e determinazione analitica. La qualità del dato dipende da supporti di campionamento, reagenti, recuperi, bianchi, conservazione, portata di aspirazione, durata del prelievo e compatibilità tra campo di misura e livelli attesi.
Un tema che affrontiamo spesso è la coerenza tra ciò che viene registrato sul campo e ciò che viene poi utilizzato nei calcoli di laboratorio: fattori di normalizzazione, ossigeno di riferimento, umidità, volume normalizzato, condizioni del gas e unità di misura devono essere tracciabili e verificabili.
Per costruire un sistema tecnico coerente non basta conoscere una singola norma. Le prove alle emissioni sono spesso il risultato dell’integrazione tra più metodi: alcuni definiscono il sito e il piano di misura, altri le grandezze di riferimento, altri ancora il campionamento o la determinazione del singolo inquinante.
| Grandezza o parametro | Riferimento principale | Elemento da presidiare |
|---|---|---|
| Sezione, sito, piano e rapporto di misura | UNI ISO 15259:2025 | rappresentatività del punto, obiettivo e piano di misurazione |
| Velocità e portata | ISO 16911-1:2013 | profilo, pressione differenziale, densità, volume e tracciabilità metrologica |
| Polveri a basse concentrazioni | UNI EN 13284-1:2017 | isocinetismo, tenuta, filtro, volume campionato e gravimetria |
| Metalli | UNI EN 14385:2025 | bianchi di campo, recupero, digestione, LoD/LoQ e incertezza |
| Ossigeno | UNI EN 14789:2017 | campionamento, condizionamento e analizzatore paramagnetico |
| Vapore acqueo | UNI EN 14790:2017 | condensazione/assorbimento e correzione del dato su base secca |
| SO₂ | UNI EN 14791:2017 | campionamento e determinazione mediante cromatografia ionica o metodo Thorin |
| NOx | UNI EN 14792:2017 | chemiluminescenza, linea gas e condizionamento |
| CO | UNI EN 15058:2017 | assorbimento IR, campionamento e condizionamento |
| Carbonio organico totale | UNI EN 12619:2013 | FID, risposta strumentale e gestione dei gas di taratura |
| HCl | UNI EN 1911:2010 | campionamento, assorbimento e determinazione dei cloruri |
| VOC singoli | UNI CEN/TS 13649:2015 | campionamento, estrazione e analisi GC dei singoli composti |
| Mercurio totale | UNI EN 13211:2003 | recupero delle diverse frazioni e controllo delle contaminazioni |
La tabella non sostituisce l’individuazione del metodo applicabile al singolo impianto o all’autorizzazione. Serve a mostrare la logica del processo: la qualità del risultato finale dipende dall’integrazione tra misure di campo, condizioni di riferimento, campionamento e fase analitica.
Molti risultati alle emissioni non vengono confrontati direttamente nella forma misurata. Il dato può dover essere corretto alle condizioni normali di temperatura e pressione, espresso su base secca, riferito a una specifica concentrazione di ossigeno oppure trasformato in flusso di massa. Ogni trasformazione introduce grandezze di ingresso e quindi controlli, tracciabilità e possibili contributi di incertezza.
Il laboratorio dovrebbe verificare in particolare:
Un errore in questa fase può modificare il risultato anche quando campionamento e analisi sono stati eseguiti correttamente. Per questo la validazione dei calcoli e il controllo delle formule devono essere trattati come parte integrante del metodo.
Bianchi di campo e di processo. Devono essere pianificati in funzione del metodo e consentire di distinguere contaminazione dei reagenti, dei supporti, delle linee e delle operazioni di recupero. Un bianco elevato non dovrebbe essere gestito soltanto mediante sottrazione automatica: occorre valutarne l’origine e l’impatto sul risultato.
Prova di tenuta. La tenuta deve essere eseguita nei momenti previsti e registrata con il criterio applicabile. Una semplice annotazione “OK” è molto meno robusta di una registrazione che permetta di ricostruire condizioni, valore osservato, limite e decisione.
Volume minimo. Il volume da campionare dovrebbe essere definito prima della prova collegando limite autorizzativo, LOQ analitico, volume finale, eventuali diluizioni e incertezza attesa. Campionare un volume insufficiente può rendere il dato non utile anche se la seduta analitica è perfettamente valida.
Micromanometri, termometri, sensori di pressione, contatori, sistemi di misura della portata, bilance e altre dotazioni devono essere gestiti in funzione dell’uso reale. Non è sufficiente disporre di un certificato di taratura: occorre definire criteri di accettazione, frequenze dei controlli e verifiche intermedie che dimostrino il mantenimento delle prestazioni tra due tarature.
Approfondisci il servizio DN dedicato alla metrologia e alle verifiche intermedie ISO/IEC 17025.
La stima dell’incertezza deve rappresentare il processo completo applicabile al misurando. Nelle emissioni possono diventare rilevanti contributi legati a campionamento, portata, volume, recuperi, condizioni di riferimento e variabilità operativa. È quindi importante evitare budget puramente teorici scollegati dai dati reali.
Per questo colleghiamo la valutazione dell’incertezza al controllo qualità statistico, alle verifiche intermedie e ai dati di validazione.
Prima di iniziare una campagna di misura è utile verificare in modo strutturato almeno questi punti:
Una checklist di questo tipo riduce il rischio di accorgersi solo a posteriori che manca un dato necessario al calcolo o che una condizione del sito rende la misura non rappresentativa.
| Criticità | Verifica tecnica | Obiettivo |
|---|---|---|
| Portata o velocità instabile | profilo, strumentazione, densità, condizioni di misura e calcoli | dato di portata tecnicamente difendibile |
| Tenuta non documentata | procedura, frequenza e registrazioni | evidenza del controllo della linea di campionamento |
| Pesate critiche dei filtri | bilancia, massa minima, controlli intermedi e condizionamento | maggiore affidabilità del dato gravimetrico |
| Incertezza non rappresentativa | riesame del modello e dei dati reali | stima coerente con il processo di misura |
| Rapporto di prova incoerente | unità, normalizzazioni, riferimenti, dati di campo e calcoli | tracciabilità completa del risultato |
No. Se il campione non rappresenta correttamente il flusso nel condotto, la qualità della successiva determinazione analitica non può correggere il problema originato in campo.
Sì, quando il rischio e l’uso lo richiedono. La taratura descrive le prestazioni in un determinato momento; le verifiche intermedie servono a confermare che la dotazione continui a essere idonea tra due tarature.
Deve essere collegato al limite che si vuole verificare, al LOQ del metodo analitico, ai volumi finali, alle diluizioni e alle eventuali frazioni che concorrono al risultato.
Sì. Il supporto può essere limitato a campionamento e misure in campo oppure estendersi a preparazione, analisi, calcoli, incertezza, controllo qualità e rapporto di prova.
DN Consulenze può intervenire su una singola criticità oppure sull’intero processo, integrando consulenza ISO/IEC 17025, audit interni, validazione, metrologia, incertezza, controllo qualità e formazione tecnica.
Se il laboratorio opera sulle emissioni da sorgente fissa, possiamo partire direttamente dai dati di campo, dalle procedure e dai rapporti di prova per individuare i punti che meritano un approfondimento.
Possiamo partire da un metodo, da una campagna di misura, da criticità su portata, tenuta, polveri, metalli, COV, incertezza, dotazioni o rapporto di prova.