La validazione di un metodo non dovrebbe ridursi a una raccolta di prove statistiche. Per un laboratorio ISO/IEC 17025 il punto centrale è dimostrare, con evidenze adeguate, che il metodo è idoneo all’impiego previsto, nel campo di applicazione realmente utilizzato e con criteri di accettazione coerenti con il risultato che il laboratorio deve produrre.
DN Consulenze supporta i laboratori nella pianificazione, esecuzione e revisione delle attività di validazione o verifica, con un approccio costruito sui dati e sulle condizioni operative reali. La pagina fa parte del percorso di consulenza ISO/IEC 17025 per laboratori.
La strategia dipende dalla natura del metodo e da come viene applicato. Un metodo normalizzato utilizzato integralmente nel proprio campo di applicazione richiede normalmente una verifica delle prestazioni nel laboratorio; un metodo interno, modificato, non normalizzato o applicato fuori dal proprio campo richiede una valutazione più estesa.
Le situazioni tipiche includono:
Una buona validazione parte da un piano. Prima di produrre dati occorre definire misurando, matrice, campo di misura, uso previsto, criteri di accettazione e modalità statistiche. Solo dopo questa fase ha senso stabilire il numero di livelli, repliche, giornate, operatori e materiali da utilizzare.
In funzione del metodo possono essere valutati linearità e modello di taratura, precisione, precisione intermedia, recupero o bias, selettività, robustezza, intervallo di lavoro, stabilità, limiti di rivelazione e quantificazione e altri parametri pertinenti. Non tutti devono essere studiati nello stesso modo per ogni prova: la scelta deve essere proporzionata al rischio e al campo di applicazione.
I limiti di rivelazione e quantificazione devono essere coerenti con il processo completo e con l’uso del dato. Un LOQ strumentale non coincide necessariamente con il LOQ del metodo, soprattutto quando esistono digestione, estrazione, filtrazione, diluizione, concentrazione o effetti di matrice.
Abbiamo dedicato un approfondimento specifico a LOD e LOQ secondo ISO 8466 e serie ISO 11843.
La precisione deve riflettere condizioni compatibili con l’uso ordinario del metodo. Repliche eseguite nello stesso momento sono utili, ma spesso non rappresentano variazioni tra giorni, operatori, tarature o lotti di reagenti. Per questo è importante distinguere tra ripetibilità e precisione intermedia e scegliere un disegno sperimentale adeguato.
Anche recupero e bias richiedono attenzione alla qualità del riferimento. CRM, materiali fortificati, confronti con metodi di riferimento e dati di PT possono fornire informazioni diverse e complementari.
Uno dei punti più delicati è stabilire quanto una validazione possa essere trasferita tra matrici, strumenti, sedi o operatori. La similarità non dovrebbe essere affermata soltanto in base al nome della matrice: occorre considerare composizione, interferenze, preparazione, livello di concentrazione e comportamento del metodo.
Quando si raggruppano matrici o prove, è utile individuare la condizione più sfavorevole e dimostrare che le prestazioni critiche rimangano accettabili. Una nuova matrice può richiedere soltanto alcune verifiche mirate oppure una rivalidazione più ampia; la decisione dovrebbe essere motivata mediante rischio e dati sperimentali.
Un coefficiente di correlazione elevato non è sufficiente a dimostrare l’idoneità della taratura. Il laboratorio dovrebbe valutare residui, distribuzione della varianza, recupero dei livelli, intercetta, comportamento vicino al LOQ ed eventuale necessità di ponderazione o di suddividere il campo di misura.
Quando il metodo copre più ordini di grandezza, una singola retta non deve essere utilizzata automaticamente. La scelta del modello deve essere coerente con il comportamento sperimentale e con le concentrazioni realmente analizzate.
La robustezza serve a capire quanto il risultato sia sensibile a variazioni realistiche di parametri operativi: tempi, temperature, pH, volumi, composizione dei reagenti, condizioni strumentali o altri fattori pertinenti. È particolarmente utile quando il metodo verrà applicato da operatori diversi o in condizioni di routine non perfettamente identiche.
Quando cambia uno strumento, un software, un passaggio di preparazione o un fornitore critico, il laboratorio dovrebbe riesaminare quali prestazioni possano essere influenzate e progettare una verifica proporzionata al cambiamento, evitando sia di rifare inutilmente tutta la validazione sia di limitarsi a una verifica puramente documentale.
I risultati di validazione devono essere tracciabili fino ai dati grezzi. Fogli Excel, formule, macro e software utilizzati per calcolare regressioni, deviazioni standard, recuperi, LOD/LOQ e incertezze devono essere verificati con casi noti o calcoli indipendenti. Anche una formula statisticamente corretta può produrre un risultato errato se fa riferimento alla cella sbagliata o gestisce male unità e diluizioni.
La validazione non termina con la firma del rapporto. I parametri studiati devono collegarsi al controllo qualità di routine: materiali di controllo, bianchi, duplicati, carte di controllo, PT/ILC e criteri di accettazione devono essere coerenti con le prestazioni dichiarate.
Per rendere questo collegamento operativo, consulta anche il servizio DN sul controllo qualità statistico ISO/IEC 17025 e quello sull’incertezza di misura.
Se il metodo mostra bianchi critici o contaminazioni ricorrenti, è utile distinguere prima le cause. Vedi anche la guida sul bianco di metodo in ICP-OES e ICP-MS.
Il supporto può riguardare una validazione completa oppure un singolo punto critico, ad esempio LOD/LOQ, linearità, precisione, recupero, confronto tra matrici o revisione di un protocollo esistente.
| Esigenza | Attività | Output utile al laboratorio |
|---|---|---|
| Nuovo metodo | Piano sperimentale e criteri di accettazione | Protocollo di validazione strutturato |
| Nuova matrice | Verifica degli effetti di matrice e delle prestazioni critiche | Evidenze per l’estensione del campo di applicazione |
| LOQ da ridurre | Studio delle basse concentrazioni e verifica sperimentale | LOQ tecnicamente difendibile |
| Validazione storica | Riesame di dati, criteri e condizioni operative | Documento aggiornato e coerente con l’uso attuale |
L’obiettivo è costruire evidenze che siano utilizzabili nel lavoro quotidiano, nel riesame del metodo e nel controllo qualità successivo, evitando studi sovradimensionati o parametri scelti senza una reale necessità tecnica.
No. La profondità delle attività dipende da come il metodo viene applicato e dal suo campo di utilizzo. È comunque necessario dimostrare che il laboratorio ottiene prestazioni adeguate nelle proprie condizioni operative.
Solo se i dati disponibili giustificano l’estensione. In molti casi è necessario verificare almeno gli effetti di matrice e i parametri prestazionali più sensibili.
Sì. Pianificazione, revisione dati, definizione dei criteri e redazione possono essere gestite da remoto; quando serve osservare fasi operative o strumentazione, il supporto può essere svolto anche presso il laboratorio.
Possiamo partire da un protocollo esistente, da LOD/LOQ, precisione, recupero, linearità, nuova matrice o da un’estensione del campo di applicazione.