Audit interni ISO/IEC 17025: guida ai requisiti

Guida tecnica agli audit interni ISO/IEC 17025: programma, evidenze e requisiti di indipendenza. Materiale esclusivamente informativo.

Approfondimento tecnico e informativo. Questa pagina spiega il significato e i requisiti degli audit interni secondo ISO/IEC 17025. Non costituisce un’offerta di esecuzione di audit interni, preparazione a verifiche di accreditamento o consulenza a soggetti accreditati/accreditandi.

Audit interni ISO/IEC 17025: scopo e requisiti

L’audit interno è una componente del sistema di gestione del laboratorio. Consente all’organizzazione di raccogliere evidenze oggettive, confrontare le prassi con i requisiti applicabili e identificare opportunità di miglioramento. Il requisito 8.8 della ISO/IEC 17025 richiede audit pianificati a intervalli definiti, tenendo conto dell’importanza delle attività, dei cambiamenti che interessano il laboratorio e dei risultati degli audit precedenti.

Programmazione basata sui rischi

Il programma dovrebbe considerare l’organizzazione del laboratorio, l’impatto dei processi sulla validità dei risultati, le attività svolte nelle diverse sedi, i precedenti rilievi e le criticità emerse dal controllo qualità. Frequenza, criteri, campo, responsabilità e modalità di registrazione devono essere definiti in modo coerente.

Audit tecnico e audit del sistema

  • Metodi di prova: disponibilità e applicazione delle revisioni corrette, verifiche e validazioni, personale autorizzato.
  • Metrologia: tarature, controlli intermedi, riferibilità e adeguatezza delle dotazioni.
  • Qualità del dato: bianchi, controlli, PT/ILC, regole decisionali e gestione delle sequenze fuori controllo.
  • Rapporti di prova: informazioni obbligatorie, dati originali e coerenza dei risultati trasmessi.
  • Sistema di gestione: gestione documentale, rischi, attività non conformi, azioni correttive e riesame della direzione.

Esempio pratico: audit per processi in un laboratorio

Un audit per processi segue il percorso effettivo del dato, invece di limitarsi a leggere le procedure una dopo l’altra. Ad esempio, si può selezionare un rapporto di prova e ricostruire, a campione, la catena delle evidenze: riesame della richiesta, ricezione e identificazione del campione, scelta del metodo, qualificazione del personale, idoneità delle dotazioni, registrazioni analitiche, controlli qualità e autorizzazione del risultato. Il campionamento delle evidenze deve essere motivato e coerente con il rischio.

Fase esaminataEvidenze tipicheDomanda utile per l’audit
Accettazione e riesameRichiesta, condizioni concordate, identificazione del campioneIl laboratorio dispone delle informazioni necessarie per eseguire la prova richiesta?
Esecuzione del metodoIstruzione applicabile, registrazioni originali, competenze e dotazioniIl metodo dichiarato coincide con quello effettivamente utilizzato?
Validità del risultatoBianchi, controlli, tarature, PT/ILC quando pertinentiLe condizioni di accettazione del dato sono rispettate e documentate?
Emissione del rapportoCalcoli, riesame tecnico, autorizzazioni e rapporto finaleIl risultato pubblicato è coerente con i dati originali e con le regole di espressione?

Per approfondire le evidenze tecniche richiamate dall’esempio, consulta le guide su verifica e validazione dei metodi e incertezza di misura. Le domande riportate sono esempi orientativi e non una checklist esaustiva.

Domande frequenti sul programma degli audit

È necessario verificare ogni requisito in ogni singolo audit?

Il programma deve consentire una copertura adeguata delle attività e dei requisiti applicabili nel tempo. La scelta dei processi e delle evidenze in ciascun audit tiene conto di importanza, modifiche, criticità e risultati precedenti; non esiste una lista identica valida per ogni laboratorio.

Una non conformità si chiude con la sola correzione?

Non necessariamente. Il trattamento dell’attività non conforme e l’eventuale azione correttiva richiedono valutazioni distinte: quando si attiva un’azione correttiva, occorre gestire causa, attuazione e verifica di efficacia secondo i requisiti applicabili e le procedure del laboratorio.

Come documentare le evidenze

Una registrazione di audit utile collega ciascun requisito ai processi esaminati, alle persone coinvolte e alle evidenze osservate. Le conclusioni devono consentire di distinguere i fatti dalle valutazioni. Quando emergono non conformità, il laboratorio gestisce analisi delle cause, azioni e verifiche di efficacia secondo le proprie procedure.

Indipendenza e competenza dell’auditor

La scelta dell’auditor deve salvaguardare l’obiettività e l’imparzialità della valutazione. Il laboratorio è responsabile di verificare la competenza e l’indipendenza di chi conduce l’audit, oltre all’assenza di vincoli incompatibili con l’attività.

Materiale di approfondimento

Per un orientamento generale è disponibile la checklist informativa ISO/IEC 17025, da utilizzare come promemoria e non come sostituto di una valutazione eseguita da soggetti competenti e indipendenti.

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