Il campionamento è una fase tecnica della prova e può condizionare il risultato quanto, e talvolta più, della determinazione analitica. DN Consulenze supporta i laboratori nella progettazione, revisione e gestione delle attività di campionamento, con un focus specifico sul campionamento delle acque secondo la serie ISO 5667 e sul campionamento dei rifiuti secondo UNI 10802:2023, oltre alla formazione del personale tecnico.
La UNI 10802:2023 è in vigore dal 5 ottobre 2023. La norma disciplina il campionamento manuale dei rifiuti, la riduzione del campione, l’imballaggio, la conservazione, il trasporto e la documentazione necessaria a garantire la rintracciabilità delle operazioni. È inoltre vigente l’Errata Corrige 1 del 24 aprile 2024.
Un campione non diventa rappresentativo perché è stato semplicemente prelevato. Occorre definire prima dell’attività lo scopo del campionamento, la popolazione o il lotto da rappresentare, il numero e la posizione degli incrementi, le attrezzature, le modalità di omogeneizzazione e riduzione, i contenitori, le condizioni di conservazione e le registrazioni necessarie.
Per i rifiuti, la UNI 10802:2023 richiama la necessità di partire da un piano di campionamento e descrive le modalità operative in funzione dello stato fisico del materiale: rifiuti liquidi, liquefattibili per riscaldamento, pastosi, solidi polverulenti o granulari, grossolani, monolitici e fanghi. I principi tecnici possono costituire un riferimento anche per altre matrici solide e liquide, inclusi alcuni materiali End of Waste.
| Esigenza | Intervento DN | Evidenza attesa |
|---|---|---|
| Nuova procedura di campionamento | Definizione di criteri, responsabilità, attrezzature e registrazioni | Procedura applicabile e coerente con l’uso previsto |
| UNI 10802:2023 | Riesame del piano, modalità di prelievo, riduzione, conservazione e tracciabilità | Processo documentato e tecnicamente difendibile |
| Campionamento accreditato | Verifica di competenze, dotazioni, controlli, registrazioni e collegamento con il rapporto di prova | Evidenze coerenti con ISO/IEC 17025 |
| Criticità o rilievi | Analisi della causa e revisione delle modalità operative | Azioni mirate e verifica dell’efficacia |
La UNI 10802 non è per DN Consulenze un tema affrontato soltanto in modo documentale. Dal 2015 al 2026 abbiamo sviluppato e aggiornato più edizioni formative dedicate al campionamento dei rifiuti, passando dalla precedente edizione della norma alla UNI 10802:2023 e integrando successivamente anche l’Errata Corrige del 2024.
Nel tempo i corsi sono stati rivolti a responsabili tecnici e qualità, chimici, analisti e personale coinvolto nelle attività di campionamento. Il taglio è sempre stato operativo: lettura della norma, piano di campionamento, scelta delle attrezzature, gestione degli incrementi, preparazione e riduzione del campione, conservazione, tracciabilità e collegamento con le prove di laboratorio.
Questa continuità ci permette di conoscere non soltanto il testo normativo, ma anche le domande ricorrenti, le difficoltà applicative e gli errori che emergono realmente nei laboratori e durante le attività sul campo.
Tra gli approfondimenti già pubblicati sul sito puoi consultare le differenze introdotte dalla UNI 10802:2023, l’aggiornamento sull’Errata Corrige 1:2024 e le attività formative DN sul campionamento.
Quando il campionamento rientra nelle attività del laboratorio, la gestione deve essere integrata nel sistema ISO/IEC 17025. Questo significa definire competenze, autorizzazioni, metodi, dotazioni, condizioni ambientali rilevanti, registrazioni, controllo dei dati, gestione delle deviazioni e collegamento con il rapporto di prova.
Il campionamento deve inoltre essere coerente con il successivo processo analitico: quantità raccolta, contenitore, conservazione e tempi devono preservare le caratteristiche che il laboratorio intende misurare.
Per le acque il riferimento non è una singola norma, ma la serie ISO 5667. Il laboratorio deve combinare la parte generale con la parte specifica per la matrice e con i riferimenti relativi a conservazione, controllo qualità, audit e stabilità del campione. Questo consente di evitare una procedura unica e troppo generica per acque potabili, superficiali, sotterranee e reflue.
La ISO 5667-1:2023 è in revisione allo stadio DIS; la ISO 5667-3:2024 è anch’essa in revisione; la ISO 5667-10:2020 resta vigente ma la nuova edizione è arrivata allo stadio FDIS. Nel 2026 sono inoltre state pubblicate nuove edizioni della ISO 5667-4 e della ISO 5667-15.
| Parte | Edizione / stato | Applicazione principale |
|---|---|---|
| 5667-1 | 2023, revisione DIS | Progettazione del programma e tecniche generali. |
| 5667-2 | Ritirata | Storica guida alle tecniche di campionamento. |
| 5667-3 | 2024, revisione DIS | Conservazione, manipolazione, trasporto e stoccaggio. |
| 5667-4 | 2026 | Laghi naturali e artificiali. |
| 5667-5 | 2006 | Acqua potabile da impianti e reti. |
| 5667-6 | 2014 | Fiumi e corsi d’acqua. |
| 5667-7 | 1993 | Acqua e vapore negli impianti con caldaie. |
| 5667-8 | 1993 | Deposizioni umide. |
| 5667-9 | 1992 | Acque marine. |
| 5667-10 | 2020, nuova edizione in FDIS | Acque reflue domestiche e industriali. |
| 5667-11 | 2009 | Acque sotterranee. |
| 5667-12 | 2017 | Sedimenti di fondo di fiumi, laghi ed estuari. |
| 5667-13 | 2011 | Fanghi. |
| 5667-14 | 2014 | Assicurazione e controllo qualità del campionamento. |
| 5667-15 | 2026 | Conservazione di fanghi, sedimenti e materia sospesa. |
| 5667-16 | 2017 | Campioni destinati a biotest. |
| 5667-17 | 2008 | Solidi sospesi in massa. |
| 5667-18 | Ritirata | Storicamente dedicata ai siti contaminati e acque sotterranee. |
| 5667-19 | 2004 | Sedimenti marini. |
| 5667-20 | 2008 | Uso dei dati per decisioni, soglie e classificazioni. |
| 5667-21 | 2010 | Acqua potabile distribuita con autobotti o sistemi non in rete. |
| 5667-22 | 2010 | Punti di monitoraggio delle acque sotterranee. |
| 5667-23 | 2011 | Campionamento passivo nelle acque superficiali. |
| 5667-24 | 2016, in riesame | Audit delle attività di campionamento. |
| ISO/TS 5667-25 | 2022, confermata | Validazione del tempo di conservazione dei campioni. |
| 5667-26 | 2022 | Parametri del sistema oceanico della CO₂. |
| 5667-27 | 2025 | Campionamento delle microplastiche in acqua. |
ISO 5667-1 definisce il quadro generale per progettare il programma di campionamento. ISO 5667-3 governa conservazione, manipolazione, trasporto e stoccaggio. Per le matrici specifiche diventano centrali la ISO 5667-5 per l’acqua potabile da reti e impianti, la ISO 5667-6 per fiumi e corsi d’acqua, la ISO 5667-10 per le acque reflue e la ISO 5667-11 per le acque sotterranee, da collegare alla ISO 5667-22 per i punti di monitoraggio.
La ISO 5667-14 è particolarmente importante per ISO/IEC 17025 perché affronta QA/QC del campionamento; la ISO 5667-24 consente di strutturare gli audit del processo; la ISO/TS 5667-25:2022 fornisce invece il percorso per validare gli holding time nelle reali condizioni del laboratorio. La più recente ISO 5667-27:2025 è dedicata al campionamento delle microplastiche in acqua.
Per conservazione e trasporto puoi consultare la guida sulla UNI EN ISO 5667-3:2024. Per le acque reflue è disponibile l’aggiornamento sulla revisione della ISO 5667-10. Per i tempi di conservazione abbiamo inoltre pubblicato un approfondimento sulla ISO/TS 5667-25.
Quando il campionamento rientra nelle attività del laboratorio devono essere chiaramente definiti metodo e piano, obiettivo, punti e frequenze, competenza degli operatori, dotazioni, contenitori, conservanti, temperatura, trasporto, registrazioni di campo, deviazioni, QA/QC, catena di custodia e collegamento con il successivo metodo analitico. Per il campionamento microbiologico devono inoltre essere considerate le prescrizioni specifiche del metodo e la ISO 19458.
DN Consulenze può supportare la costruzione di una matrice di applicabilità della serie ISO 5667 per le acque realmente gestite dal laboratorio, così da collegare ogni matrice e parametro al riferimento corretto, alle condizioni di conservazione e alle registrazioni necessarie.
Il supporto DN riguarda anche terreni, emissioni e ambienti di lavoro, mantenendo sempre l’approccio basato su rappresentatività, tracciabilità, competenza del personale, idoneità delle dotazioni e qualità del dato. Per le attività su sorgente fissa è disponibile la pagina dedicata alle prove alle emissioni.
Sì. La UNI 10802:2023 è in vigore dal 5 ottobre 2023; è inoltre vigente l’Errata Corrige 1 del 24 aprile 2024.
No. Il focus storico più forte è sulla UNI 10802 e sul campionamento dei rifiuti, ma il supporto può riguardare anche altre matrici ambientali e le relative procedure.
Sì. La formazione può essere costruita sulle procedure e sui moduli utilizzati dal laboratorio, così da collegare i requisiti normativi alle attività svolte realmente dagli operatori.
Sì. Possiamo verificare struttura, criteri adottati, rappresentatività, registrazioni e coerenza con l’uso previsto del risultato.
Possiamo partire da una procedura, da un piano di campionamento, da un rilievo di audit o da una criticità osservata sul campo.
Riferimento ufficiale: UNI 10802:2023.