CONSULENZA TECNICA · ISO/IEC 17025
Dal dato analitico al documento consegnato al cliente. Verifichiamo la coerenza di risultati, unità, LOQ, incertezza, regole decisionali e informazioni riportate, prima che eventuali criticità diventino rilievi.
DN Consulenze affianca i laboratori nella revisione dei modelli di rapporto di prova (RdP), nel riesame di casi reali e nell’allineamento tra registrazioni tecniche, LIMS e documentazione emessa.
Da remoto o in laboratorio · Perimetro e condizioni concordati prima dell’intervento
Le criticità non riguardano solo l’aspetto grafico: una diluizione non trasferita nel LOQ, una somma di analiti non esplicitata, un limite non pertinente o un risultato comunicato prima dell’autorizzazione possono compromettere la corretta interpretazione del rapporto.
Il nostro controllo collega sempre il documento alle sue evidenze tecniche.
DAL REQUISITO ALL’EVIDENZA
Il riferimento principale è la ISO/IEC 17025, in particolare il § 7.8, insieme ai metodi, agli accordi con il cliente e alle prescrizioni pertinenti. Non tutte le voci sono applicabili indistintamente a ogni prova.
§§ 7.8.2–7.8.3
Identificazione del laboratorio e del campione, matrice, metodo applicato, date, informazioni richieste e corretta identificazione del RdP.
§§ 7.5 e 7.8
Unità, conversioni, arrotondamenti, cifre significative, fattori di diluizione e corrispondenza con i dati registrati.
METODO E PRESTAZIONI
Coerenza dei limiti con il metodo, la preparazione e le eventuali diluizioni; chiarezza dei simboli e delle formulazioni.
§§ 7.6 e 7.8
Quando deve essere riportata, modalità di espressione, associazione al risultato e riferibilità delle informazioni pertinenti.
§ 7.8.6
Limiti applicabili, accordi col cliente e dichiarazioni di conformità costruite su regole decisionali appropriate.
§§ 7.8 e 7.11
Criteri di somma, trattamento dei valori inferiori al LOQ, trasferimento dei risultati, stati di riesame e autorizzazione.
§§ 7.8.2 e 7.8.8
Modifiche dopo l’emissione, tracciabilità dei rapporti sostitutivi e identificazione delle informazioni fornite dal cliente.
REQUISITI APPLICABILI
Uso dei riferimenti all’accreditamento quando applicabile, condizioni di prova e informazioni richieste dalle specifiche tecniche.
Tre situazioni illustrative, frequenti nei processi di reporting dei laboratori.
CASO TIPO 01 — LOQ dopo diluizione
Un campione viene diluito per interferenze di matrice: il LOQ riportato deve essere coerente con la preparazione effettiva, non copiato automaticamente dal dato strumentale.
CASO TIPO 02 — Dichiarazione di conformità
Un RdP indica «conforme»: occorre ricostruire il limite pertinente, la regola decisionale e la sua applicazione al risultato.
CASO TIPO 03 — Risultato nel portale LIMS
Il portale rende visibile un valore prima che sia autorizzato: va verificata la distinzione tra dato in lavorazione e risultato rilasciato.
IL METODO DN CONSULENZE
Scegliamo matrici, prove, criticità, modelli e quantità di rapporti da esaminare.
Confrontiamo RdP, dati, metodi, registrazioni e flussi di emissione pertinenti.
Distinguiamo criticità, priorità, requisiti coinvolti e possibili azioni correttive.
Se concordato, supportiamo la revisione dei modelli e i controlli prima dell’emissione.
In funzione dell’incarico: osservazioni motivate, priorità delle criticità, requisiti pertinenti, indicazioni per aggiornare modelli e controlli, confronto con i referenti tecnici. Il rapporto finale e gli altri elaborati vengono concordati prima dell’intervento.
Laboratori di prova chimici, fisici e ambientali, con attività su acque, rifiuti, terreni, emissioni, ambienti di lavoro e materiali. La revisione è utile prima di un audit, dopo un rilievo, durante l’aggiornamento di un modello RdP o nel passaggio a un nuovo LIMS.
Per il primo contatto non è necessario inviare dati riservati: la condivisione dei documenti viene organizzata successivamente secondo modalità concordate.
Sì. È possibile una verifica mirata su pochi rapporti rappresentativi di metodi, matrici o criticità specifiche.
Sì, quando documenti e registrazioni permettono un riesame affidabile. Se necessario, si concorda una visita in laboratorio.
No. Per il primo contatto è sufficiente descrivere il problema. La condivisione dei documenti avviene successivamente con modalità concordate.
Non necessariamente. Il riesame dei RdP è un controllo specialistico; un audit interno riguarda il perimetro di processi e requisiti definito nel programma.
No. La presenza e la forma delle informazioni dipendono dai requisiti applicabili, dall’utilizzo del risultato e dagli accordi con il cliente.
No. Il laboratorio resta responsabile del riesame, dell’autorizzazione, dell’emissione e delle decisioni relative ai propri risultati.
Consulta anche il servizio di audit interno ISO/IEC 17025.
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La consulenza non sostituisce il riesame, l’autorizzazione e l’emissione del risultato da parte del laboratorio, né costituisce una valutazione di accreditamento.