Aggiornamento al 16 settembre 2026.
Una norma molto utilizzata dai laboratori ambientali per la determinazione degli idrocarburi C10-C40 sta procedendo verso una nuova edizione. Si tratta della ISO 16703, riferimento internazionale per la determinazione gascromatografica degli idrocarburi nelle matrici solide ambientali.
La novità è particolarmente recente: il progetto ISO/DIS 16703 – Environmental Solid Matrices — Determination of hydrocarbon content in the range of C10 to C40 by gas chromatography ha raggiunto il 14 settembre 2026 lo stage 40.99, con il DIS approvato per la registrazione come FDIS.
Attenzione però: la nuova edizione non è ancora una norma internazionale pubblicata. La ISO 16703:2004 rimane il riferimento ISO vigente e il progetto in sviluppo è indicato da ISO come futura sostituzione della versione attuale.
Qual è oggi il riferimento applicabile?
A livello internazionale resta pubblicata la ISO 16703:2004 – Soil quality — Determination of content of hydrocarbon in the range C10 to C40 by gas chromatography.
In Italia è attualmente in vigore la UNI EN ISO 16703:2011. Il catalogo UNI la riporta come norma vigente dal 21 luglio 2011.
Questo significa che, fino alla pubblicazione e al successivo recepimento della nuova edizione, non è corretto sostituire nei documenti di sistema il riferimento vigente con una ipotetica “ISO 16703:2026” già definitiva.
Il draft è però un segnale importante: i laboratori che utilizzano questo metodo dovrebbero iniziare a monitorarne l’evoluzione e prepararsi a una futura valutazione delle differenze tra edizioni.
Che cosa determina la ISO 16703?
La versione attualmente pubblicata specifica un metodo per la determinazione quantitativa, mediante gascromatografia, del contenuto di idrocarburi nell’intervallo C10-C40 in campioni di terreno.
Il campo indicato dalla ISO 16703:2004 è compreso indicativamente tra 100 mg/kg e 10.000 mg/kg, espresso sulla sostanza secca, con possibilità di adattamento a limiti inferiori.
Il metodo interessa gli idrocarburi aventi un intervallo di ebollizione indicativamente compreso tra 175 °C e 525 °C e comprende, tra gli altri, n-alcani da C10 a C40, isoalcani, cicloalcani, alchilbenzeni, alchilnaftaleni e altri composti compatibili con il procedimento di clean-up previsto.
La norma non è invece destinata alla determinazione quantitativa degli idrocarburi inferiori a C10 provenienti dalle benzine.
La prima novità visibile è già nel titolo del progetto
Un cambiamento evidente e già verificabile riguarda il titolo.
L’edizione vigente utilizza “Soil quality”, mentre il nuovo progetto utilizza “Environmental Solid Matrices”, cioè matrici solide ambientali.
È un’indicazione interessante perché il nuovo titolo utilizza una formulazione più ampia rispetto al solo concetto di terreno. Tuttavia, fino alla disponibilità del testo definitivo, è prudente non anticipare quali matrici aggiuntive saranno effettivamente comprese nel campo di applicazione finale.
Cosa dovrebbe controllare già oggi un laboratorio?
La revisione di una norma così utilizzata è un buon momento per riesaminare l’intero processo analitico, senza limitarsi al numero di edizione riportato nella procedura.
Per la determinazione degli idrocarburi C10-C40 è utile verificare almeno:
- matrici effettivamente analizzate;
- preparazione e omogeneizzazione del campione;
- determinazione della sostanza secca;
- modalità e condizioni di estrazione;
- efficienza del clean-up;
- intervallo di taratura e modello utilizzato;
- definizione dell’intervallo cromatografico C10-C40;
- criteri di integrazione del cromatogramma;
- bianco, recupero, precisione e controllo qualità;
- limite di quantificazione;
- incertezza di misura;
- criteri per la gestione dei campioni fuori campo o fortemente contaminati.
Preparazione ed estrazione del campione
La fase di preparazione può condizionare in modo significativo il risultato. Non basta che il GC produca un cromatogramma apparentemente corretto: il risultato finale dipende anche da quanto il campione sia rappresentativo e da quanto efficacemente gli idrocarburi siano stati estratti.
Il laboratorio dovrebbe quindi conoscere e documentare il comportamento del metodo almeno sulle principali tipologie di matrice trattate. Un terreno sabbioso, un terreno ricco di sostanza organica e una matrice fortemente contaminata possono mostrare comportamenti molto differenti.
Il clean-up non è una fase secondaria
Il clean-up deve ridurre la presenza di sostanze che possono interferire con la determinazione, evitando contemporaneamente perdite significative della frazione di idrocarburi che si vuole misurare.
La sua efficacia deve quindi essere considerata durante la validazione o verifica del metodo.
GC-FID: non basta integrare semplicemente da C10 a C40
Uno degli aspetti più delicati della prova è la gestione del cromatogramma. La determinazione degli idrocarburi C10-C40 non dovrebbe essere ridotta alla sola operazione di integrare automaticamente tutto ciò che si trova tra due marcatori.
Il laboratorio deve definire e mantenere sotto controllo almeno:
- identificazione dell’inizio dell’intervallo C10;
- identificazione del termine C40;
- gestione della baseline;
- criteri di integrazione automatica e manuale;
- gestione dell’eventuale Unresolved Complex Mixture;
- trattamento dei picchi non pertinenti;
- correzione del bianco;
- verifica di contaminazioni e carry-over;
- tracciabilità delle modifiche manuali all’integrazione.
Anche ISO sta lavorando sull’interpretazione dei cromatogrammi
Parallelamente alla revisione della ISO 16703 è in sviluppo anche ISO/CD TR 26042 – Soil quality — Notes to the evaluation of chromatographic data from the determination of hydrocarbon content in the range of C10 to C40 by gas chromatography.
Al 16 settembre 2026 il progetto è allo stage 30.99, cioè Committee Draft approvato per la registrazione come DIS. L’abstract ISO indica che il documento contiene indicazioni per la corretta integrazione dei cromatogrammi e ulteriori esempi relativi alle tipologie di prodotto.
Taratura e controllo qualità
Una determinazione affidabile richiede che la taratura rappresenti realmente il campo di lavoro utilizzato. Il solo coefficiente di correlazione non è sufficiente per dimostrare l’idoneità del modello.
Il controllo qualità statistico può aiutare a individuare derive, variazioni del recupero, aumento del bianco e cambiamenti nella precisione prima che producano risultati non affidabili.
LOD, LOQ e campo di lavoro
Il LOQ non dovrebbe essere un valore semplicemente ereditato dal metodo: deve essere supportato da dati sperimentali, collegato alla matrice e coerente con il processo completo di preparazione, estrazione, clean-up e misura.
Cosa fare quando sarà pubblicata la nuova ISO 16703?
Quando sarà disponibile il testo definitivo, il laboratorio non dovrebbe limitarsi ad aggiornare il riferimento bibliografico della procedura. Sarà necessario effettuare una gap analysis tra la versione applicata e la nuova edizione.
| Aspetto | Verifica da effettuare |
|---|---|
| Campo di applicazione | Matrici e intervalli effettivamente coperti |
| Preparazione | Eventuali modifiche a omogeneizzazione, sostanza secca ed estrazione |
| Clean-up | Reagenti, condizioni e recupero |
| GC | Colonna, marcatori, condizioni e intervallo C10-C40 |
| Integrazione | Baseline, picchi, UCM e criteri di elaborazione |
| Prestazioni | Precisione, recupero, LOQ e campo di lavoro |
| Controllo qualità | Bianchi, controlli, frequenze e criteri di accettazione |
| Incertezza | Impatto delle modifiche sulla stima dell’incertezza |
Il collegamento con la ISO/IEC 17025
Per un laboratorio accreditato, il cambio di edizione di un metodo deve essere gestito come una modifica tecnica controllata. Devono essere valutati il requisito 7.2 relativo alla selezione, verifica e validazione dei metodi, il controllo della validità dei risultati previsto dal requisito 7.7, l’eventuale impatto sull’incertezza di misura e la gestione dei dati e dei software utilizzati per l’elaborazione dei cromatogrammi.
Conclusioni
La revisione della ISO 16703 è ormai in una fase avanzata, ma la nuova edizione non è ancora pubblicata. Al 14 settembre 2026 il progetto ISO/DIS 16703 risulta allo stage 40.99, approvato per la registrazione come FDIS.
Per i laboratori non è ancora il momento di modificare formalmente il riferimento normativo, ma è il momento giusto per prepararsi: verificare il metodo in uso, controllare integrazione e criteri GC-FID, riesaminare recuperi e controllo qualità e predisporre una futura gap analysis.
DN Consulenze continuerà a monitorare l’avanzamento del progetto e aggiornerà questa news quando sarà disponibile il passaggio a FDIS o la nuova edizione definitiva.
Fonti ufficiali
- ISO/DIS 16703 – progetto in revisione
- ISO 16703:2004 – edizione attualmente pubblicata
- UNI EN ISO 16703:2011 – catalogo UNI
- ISO/CD TR 26042 – valutazione dei dati cromatografici C10-C40
DN Consulenze: supporto tecnico per laboratori
DN Consulenze supporta i laboratori nella verifica e validazione dei metodi, nella gestione dei cambi di edizione normativa, nella definizione dei controlli qualità, nella valutazione di LOD/LOQ e nella stima dell’incertezza secondo ISO/IEC 17025.
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Foto: Mina Rad / Unsplash.
