La qualità di un risultato analitico dipende anche da ciò che accade prima dell’analisi. Un campione prelevato correttamente può diventare non rappresentativo se viene raccolto nel contenitore sbagliato, conservato a una temperatura non idonea, esposto alla luce o analizzato oltre il tempo stabilito. La UNI EN ISO 5667-3:2024, in vigore dal 3 maggio 2024, definisce i requisiti generali per campionamento, conservazione, manipolazione, trasporto e stoccaggio dei campioni d’acqua.
La norma riguarda campioni destinati ad analisi fisico-chimiche, chimiche, idrobiologiche e microbiologiche, oltre alla determinazione di analiti e attività radiochimiche. È particolarmente importante quando l’analisi non può essere eseguita sul posto e il campione deve raggiungere il laboratorio.
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Possiamo aiutarti a riesaminare le procedure di campionamento delle acque, i criteri di accettazione e, quando necessario, gli studi di validazione degli holding time.
A quali campioni si applica
La UNI EN ISO 5667-3:2024 fornisce un quadro generale applicabile a differenti tipologie di acqua. Le condizioni operative devono però essere scelte in funzione dell’analita, della matrice e del metodo di prova. Non esiste una combinazione universale di contenitore, conservante e tempo di conservazione valida per tutti i parametri.
Il campo della norma non comprende i campioni destinati a saggi ecotossicologici o biologici, disciplinati dalla ISO 5667-16, il campionamento passivo, trattato dalla ISO 5667-23, e le microplastiche, oggetto della ISO 5667-27. Per le analisi microbiologiche devono inoltre essere considerate le prescrizioni specifiche del metodo e della ISO 19458.
Le principali novità dell’edizione 2024
Rispetto all’edizione precedente, la revisione 2024 rafforza la gestione dei tempi e delle condizioni di conservazione. Tra le modifiche principali figurano il richiamo alla ISO/TS 5667-25 per la validazione degli holding time dei campioni d’acqua, l’introduzione di un diagramma per la scelta del percorso applicabile e la riorganizzazione delle tabelle per analiti inorganici, organici e microbiologici. Sono state inoltre ampliate le tipologie d’acqua considerate e chiariti i termini utilizzati.
Il messaggio operativo è chiaro: i tempi riportati nei riferimenti non devono essere gestiti come numeri isolati. Il laboratorio deve sapere da quale fonte derivano, a quale metodo e matrice si applicano e se sono stati validati nelle proprie condizioni.
Contenitore e preparazione prima del prelievo
La scelta del contenitore può influenzare il risultato per adsorbimento, rilascio di sostanze, permeazione, contaminazione o reazione con il campione. Materiale, volume, sistema di chiusura, pulizia ed eventuale pretrattamento devono essere definiti per ciascun gruppo di parametri.
Una procedura di campionamento efficace dovrebbe indicare:
- tipo e volume del contenitore;
- modalità di pulizia o fornitura come monouso;
- eventuale risciacquo e relativi casi di esclusione;
- riempimento completo o spazio di testa richiesto;
- conservante da aggiungere e responsabilità dell’operazione;
- etichettatura e identificazione univoca;
- precauzioni per evitare contaminazione crociata.
Per analisi di tracce, compresi metalli e contaminanti organici, l’idoneità del contenitore dovrebbe essere dimostrata anche attraverso bianchi appropriati. Nei campionamenti microbiologici la sterilità e la presenza di eventuali neutralizzanti devono essere gestite in modo specifico.
Conservazione del campione
La conservazione non rende il campione immutabile: serve a rallentare trasformazioni fisiche, chimiche o biologiche. Raffreddamento, acidificazione, protezione dalla luce, congelamento o filtrazione possono essere appropriati per alcuni analiti e inadeguati per altri. L’operazione deve essere eseguita nel momento previsto e registrata.
Il laboratorio deve evitare indicazioni generiche come “conservare al fresco” o “analizzare appena possibile”. Occorrono intervalli di temperatura, tempi massimi, tolleranze e criteri di accettazione verificabili. Se il conservante viene aggiunto in campo, devono essere controllati quantità, purezza, lotto, scadenza e modalità di aggiunta. Se viene aggiunto in laboratorio, va dimostrato che il tempo trascorso prima della stabilizzazione non comprometta il risultato.
Trasporto e controllo della temperatura
Il trasporto deve proteggere il campione da rotture, perdite, luce, contaminazione e variazioni termiche. La sola presenza di ghiaccio o piastre refrigeranti non dimostra che le condizioni siano state rispettate. Il laboratorio dovrebbe definire come controllare la temperatura: misura all’accettazione, campione testimone, data logger o altra soluzione proporzionata alla durata e alla criticità del trasporto.
La temperatura rilevata deve essere interpretata considerando il tempo necessario al raffreddamento dopo il prelievo. Un campione appena raccolto può non avere ancora raggiunto la temperatura di trasporto prevista; al contrario, una misura conforme all’arrivo non dimostra da sola che non si siano verificati superamenti durante un viaggio prolungato.
Ricezione e accettazione in laboratorio
La fase di accettazione deve trasformare le condizioni del campione in registrazioni oggettive. Al ricevimento è opportuno verificare almeno integrità, identificazione, volume, contenitore, temperatura, conservazione, data e ora del prelievo, data e ora di ricezione e tempo residuo disponibile per l’analisi.
Quando una condizione non è rispettata, il laboratorio deve applicare criteri prestabiliti: rifiuto del campione, richiesta di un nuovo prelievo, accettazione con riserva o emissione del risultato con una nota appropriata. La decisione non dovrebbe dipendere dall’operatore presente in quel momento.
| Aspetto | Cosa verificare | Registrazione |
|---|---|---|
| Contenitore | Materiale, volume, pulizia e chiusura | Piano o verbale di campionamento |
| Conservazione | Temperatura, reagenti, luce e trattamento | Scheda campione |
| Trasporto | Durata, protezione e catena del freddo | Documento di trasporto o data logger |
| Tempo massimo | Intervallo tra prelievo, preparazione e analisi | LIMS o registro analitico |
| Accettazione | Integrità e conformità ai criteri | Check-list di ricezione |
| Scostamenti | Impatto sul risultato e decisione | Riserva, nota o non conformità |
Tempi di conservazione e ISO/TS 5667-25
La ISO/TS 5667-25 fornisce indicazioni per validare nuovi tempi di conservazione o tecniche di preservazione. Quando il laboratorio si discosta dalle condizioni predefinite deve produrre evidenze sperimentali riferite a matrice, intervallo di concentrazione, contenitore, temperatura e metodo analitico effettivamente utilizzati.
Una verifica può comprendere campioni omogenei analizzati a intervalli definiti, confronto con il tempo iniziale, repliche, valutazione della variabilità analitica e criterio per stabilire quando la variazione diventa significativa rispetto allo scopo della prova. La stabilità non va dedotta soltanto dall’assenza di una tendenza visibile su pochi dati.
Implicazioni per l’accreditamento ISO/IEC 17025
L’aggiornamento della norma coinvolge sia il laboratorio sia chi effettua il campionamento. Devono essere riesaminati procedure, piani, istruzioni, moduli, LIMS, contratti con i trasportatori e criteri di accettazione. Anche quando il campionamento è svolto dal cliente, il laboratorio deve comunicare in modo chiaro le condizioni necessarie e valutare le informazioni disponibili al ricevimento.
Particolare attenzione meritano le attività accreditate: il laboratorio deve dimostrare la tracciabilità tra requisiti del metodo, istruzioni consegnate agli addetti, registrazioni di campo e decisione finale sull’accettabilità del campione.
Errori frequenti
- utilizzare lo stesso flacone per gruppi di analiti incompatibili;
- confondere il tempo di conservazione con il solo tempo trascorso in laboratorio;
- registrare la temperatura senza definire un criterio di accettazione;
- aggiungere il conservante senza tracciarne lotto e quantità;
- accettare campioni non conformi senza valutarne l’impatto;
- adottare tempi diversi da quelli di riferimento senza una validazione documentata.
Domande frequenti
La UNI EN ISO 5667-3:2024 indica un unico tempo per ogni analita?
No. La scelta dipende anche dal metodo, dalla matrice e dalle condizioni adottate. Il laboratorio deve individuare la regola applicabile e documentarne la fonte.
La temperatura all’arrivo è sufficiente per dimostrare il trasporto corretto?
Non sempre. Per trasporti lunghi o campioni critici può essere necessario monitorare l’andamento della temperatura o adottare controlli aggiuntivi.
È possibile utilizzare tempi di conservazione validati internamente?
Sì, purché la validazione sia tecnicamente adeguata, riferita alle condizioni effettive e disponibile come evidenza.
Cosa fare se il campione arriva fuori tempo?
Si applicano i criteri definiti dal laboratorio: rifiuto, nuovo campionamento o accettazione con riserva e comunicazione dell’effetto potenziale sul risultato.
Supporto DN Consulenze
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