L’applicazione della ISO/IEC 17025 alle attività di campionamento e prova dell’amianto richiede di collegare i requisiti generali della norma ai rischi specifici del processo analitico. Non basta quindi possedere una procedura: il laboratorio deve dimostrare competenza del personale, controllo delle condizioni operative, adeguatezza dei metodi, riferibilità delle misure quando applicabile e monitoraggio continuo della validità dei risultati.
Un riferimento tecnico particolarmente utile è UKAS LAB 30 – Application of ISO/IEC 17025 for Asbestos Sampling and Testing, attualmente disponibile in Edition 5. Il documento è una guida UKAS e non sostituisce i requisiti normativi e di accreditamento applicabili in Italia, ma rappresenta un esempio molto concreto di come tradurre la ISO/IEC 17025 nelle attività di campionamento e analisi dell’amianto.
Perché l’amianto richiede un approccio specifico
Le attività sull’amianto possono comprendere campionamento dell’aria, conteggio delle fibre, identificazione in materiali massivi, determinazioni su suoli e altre matrici e, a seconda del contesto, ulteriori attività correlate. Il rischio tecnico non riguarda solo la misura finale: interessa anche il prelievo, la preparazione del campione, l’identificazione, la gestione delle contaminazioni e la competenza dell’operatore.
Per questo il laboratorio dovrebbe analizzare l’intero processo e individuare quali passaggi possono influenzare maggiormente il risultato.
Competenza del personale
La competenza non può essere dimostrata soltanto attraverso la partecipazione a un corso. Occorre definire criteri di addestramento, autorizzazione e mantenimento della competenza, utilizzando evidenze tecniche coerenti con le attività effettivamente svolte.
- addestramento documentato sulle tecniche applicate;
- osservazioni pratiche e prove di competenza;
- criteri chiari per l’autorizzazione alle singole attività;
- monitoraggio periodico delle prestazioni;
- riesame della competenza in caso di modifiche significative al metodo o alla strumentazione.
Campionamento e rappresentatività
Quando il campionamento rientra nell’attività del laboratorio, deve essere gestito come una parte integrante del processo di prova. Il piano di campionamento, le condizioni ambientali, i dispositivi utilizzati, i tempi e le modalità di conservazione devono essere definiti in modo da preservare la rappresentatività del campione.
Questo aspetto è particolarmente importante perché un risultato analiticamente corretto non può compensare un campione non rappresentativo.
Controllo qualità e validità dei risultati
La ISO/IEC 17025 richiede che il laboratorio monitori la validità dei risultati. Nel caso delle prove sull’amianto, il programma di controllo deve essere costruito sulle caratteristiche della tecnica e del metodo utilizzato.
Tra le evidenze possibili possono rientrare campioni di controllo, repliche, verifiche dell’operatore, confronti interlaboratorio o proficiency testing pertinenti, controlli della strumentazione e riesame dei risultati nel tempo. Il punto centrale non è accumulare registrazioni, ma definire quali controlli sono realmente in grado di intercettare una perdita di prestazione.
Rischi, contaminazioni e condizioni ambientali
La valutazione dei rischi tecnici dovrebbe considerare anche contaminazioni crociate, pulizia delle aree di lavoro, idoneità dei materiali e delle apparecchiature, condizioni ambientali e separazione delle attività incompatibili. La frequenza dei controlli dovrebbe essere proporzionata al rischio e supportata da evidenze storiche.
Documentare senza appesantire il sistema
Un sistema ISO/IEC 17025 efficace dovrebbe permettere di ricostruire in modo semplice chi ha eseguito l’attività, con quale metodo e strumentazione, quali controlli sono stati effettuati e come sono state gestite eventuali anomalie. Procedure e moduli dovrebbero quindi seguire il processo reale del laboratorio, evitando registrazioni che non aggiungono evidenza tecnica.
Un riferimento utile, non un requisito italiano aggiuntivo
LAB 30 è sviluppato da UKAS per il proprio sistema di accreditamento. Per un laboratorio italiano va quindi utilizzato come riferimento tecnico e come fonte di spunti applicativi, verificando sempre la coerenza con la normativa nazionale, i metodi adottati e i documenti dell’organismo di accreditamento applicabili allo specifico scopo.
Supporto ISO/IEC 17025 per le attività sull’amianto
DN Consulenze affianca i laboratori nella revisione dei processi tecnici, negli audit interni, nella validazione e verifica dei metodi, nel controllo qualità e nella gestione delle dotazioni. Se il tema riguarda l’impostazione complessiva del sistema o una criticità specifica, consulta la nostra consulenza ISO/IEC 17025 per laboratori.
Per approfondire il documento originale è disponibile anche la pagina ufficiale UKAS dedicata all’accreditamento delle prove sull’amianto.

