La UNI EN 689:2019 è il riferimento centrale per impostare una strategia di misurazione rappresentativa dell’esposizione per inalazione ad agenti chimici nei luoghi di lavoro e verificare la conformità rispetto ai valori limite di esposizione professionale (VLEP/OELV).
Per il laboratorio e per chi pianifica il campionamento, il punto chiave è che la norma non descrive soltanto “quante misure fare”: richiede di collegare caratterizzazione del luogo di lavoro, gruppi di esposizione similare (SEG), strategia di campionamento, prestazioni del metodo, risultati analitici e valutazione statistica.
La UNI EN 689:2019 risulta attualmente in vigore e recepisce EN 689:2018+AC:2019. Il suo campo riguarda il confronto con valori limite di esposizione occupazionale e non si applica ai valori limite con periodo di riferimento inferiore a 15 minuti.
Da dove si parte: la caratterizzazione di base
Prima del campionamento occorre capire il processo. Una campagna di misura tecnicamente corretta nasce dalla conoscenza di:
- agenti chimici presenti e possibili sorgenti di emissione;
- mansioni, compiti e loro durata;
- modalità operative e variabilità tra giornate;
- ventilazione e misure di contenimento;
- dispositivi di protezione e condizioni anomale;
- valori limite applicabili;
- informazioni pregresse disponibili.
Campionare senza questa fase rischia di produrre numeri formalmente corretti ma poco rappresentativi dell’esposizione reale.
I SEG: gruppi di esposizione similare
La strategia della UNI EN 689 ruota intorno ai SEG – Similar Exposure Groups. Il SEG raggruppa lavoratori con un profilo di esposizione ritenuto similare sulla base dei compiti svolti, della frequenza, dei materiali e dei processi utilizzati e delle modalità operative.
Il SEG non dovrebbe essere costruito solo in base alla qualifica riportata in organigramma. Due operatori con lo stesso ruolo possono avere esposizioni molto diverse se cambiano tempi, postazioni, quantità manipolate, ventilazione o frequenza delle operazioni critiche.
Il campionamento deve rappresentare l’esposizione
La durata e la collocazione del campionamento devono essere coerenti con il VLEP e con l’esposizione che si vuole valutare. Quando l’obiettivo è stimare l’esposizione individuale, il campionamento personale in zona respiratoria è normalmente la scelta più rappresentativa; le misure ambientali fisse possono invece essere utili per comprendere sorgenti, distribuzione degli inquinanti o efficacia di interventi, ma non sono automaticamente equivalenti all’esposizione personale.
Anche il volume campionato è un parametro tecnico essenziale: deve consentire di raggiungere un LOQ compatibile con il valore limite, senza compromettere il campionatore o il supporto di raccolta.
Metodo di prova, LOQ e UNI EN 482
La strategia di misura non può essere separata dalla prestazione analitica. INAIL richiama, nell’applicazione della UNI EN 689, la necessità di utilizzare procedure di campionamento e analisi coerenti con i requisiti della UNI EN 482 e delle norme collegate.
Per il laboratorio questo significa controllare almeno:
- campo di misura e limite di quantificazione;
- selettività e possibili interferenze;
- stabilità e conservazione dei campioni;
- portata e durata del campionamento;
- incertezza di misura;
- recupero e prestazioni della preparazione analitica;
- tracciabilità metrologica delle grandezze che influenzano il risultato.
Un metodo con LOQ troppo elevato rispetto al VLEP può rendere impossibile una conclusione utile anche quando il campionamento è stato eseguito correttamente.
Il test preliminare: da 3 a 5 misure
Quando sono disponibili da tre a cinque misurazioni rappresentative per un SEG, la UNI EN 689 prevede un test preliminare. Il criterio diventa progressivamente meno restrittivo aumentando il numero di misure:
| Numero di misure | Condizione per concludere la conformità nel test preliminare |
|---|---|
| 3 | tutti i risultati < 0,10 × VLEP |
| 4 | tutti i risultati < 0,15 × VLEP |
| 5 | tutti i risultati < 0,20 × VLEP |
Se anche un solo risultato supera il VLEP, il SEG è considerato non conforme. Se invece i risultati non consentono né la conclusione di conformità né quella di non conformità, occorre proseguire con il test statistico.
Il test statistico: almeno 6 misure
Il test statistico richiede almeno sei misure. L’obiettivo è valutare la distribuzione dell’esposizione del SEG, non limitarsi alla media aritmetica dei risultati.
Nell’approccio descritto dalla norma viene verificato, con un livello di confidenza definito, che la quota di esposizioni che supera il VLEP rimanga sufficientemente bassa. In pratica entrano in gioco la distribuzione lognormale dei dati, la media geometrica e la deviazione standard geometrica.
Per questo un foglio Excel che mostri soltanto media, massimo e minimo non è sufficiente per documentare correttamente la valutazione statistica.
Attenzione ai risultati inferiori al LOQ
I risultati sotto il limite di quantificazione non dovrebbero essere gestiti in modo arbitrario. Il LOQ del laboratorio, il volume campionato e il VLEP sono strettamente collegati: un limite analitico troppo alto può ridurre drasticamente il potere informativo della campagna.
Prima della misura è quindi utile calcolare la concentrazione minima effettivamente quantificabile nell’aria:
LOQaria = LOQanalitico / volume di aria campionato
con unità coerenti. Questa verifica dovrebbe essere parte della pianificazione e non una correzione fatta dopo aver ricevuto il rapporto di prova.
La portata della pompa è parte del risultato
Nei campionamenti attivi il volume dipende dalla portata e dal tempo. Taratura, verifica pre e post campionamento, stabilità della pompa e scelta del dispositivo sono quindi aspetti metrologici sostanziali.
Per le pompe personali, la UNI EN ISO 13137 rappresenta un riferimento importante per requisiti e prestazioni. La gestione della portata deve inoltre essere coerente con il metodo specifico utilizzato per l’agente chimico o per la frazione di aerosol considerata.
Errori frequenti che vediamo nei laboratori
- costruire i SEG soltanto in base alla mansione nominale;
- scegliere la durata del campionamento senza collegarla al VLEP;
- non verificare in anticipo se il LOQ è adeguato;
- utilizzare campionamenti ambientali fissi come sostituti automatici dei personali;
- non registrare attività anomale o variazioni durante il turno;
- trascurare la verifica della portata prima e dopo il campionamento;
- confondere il test preliminare con una semplice media dei risultati;
- considerare un numero elevato di misure come sufficiente, anche se il SEG è stato definito male.
Una checklist operativa
- Identificare agente, VLEP e periodo di riferimento.
- Caratterizzare attività, processi e variabilità.
- Definire e documentare i SEG.
- Scegliere procedura di campionamento e metodo analitico.
- Verificare che il LOQ sia compatibile con il VLEP.
- Definire durata, portata e numero di misure.
- Registrare le condizioni reali durante il campionamento.
- Validare i risultati e la rappresentatività del SEG.
- Applicare il test preliminare o il test statistico appropriato.
- Documentare conclusioni e criteri di rivalutazione periodica.
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Riferimenti
- UNI EN 689:2019 – Esposizione nei luoghi di lavoro – Misurazione dell’esposizione per inalazione agli agenti chimici – Strategia per la verifica della conformità coi valori limite di esposizione occupazionale.
- UNI EN 482 – Esposizione nei luoghi di lavoro – Procedure per la determinazione della concentrazione di agenti chimici.
- UNI EN ISO 13137 – Atmosfere nell’ambiente di lavoro – Pompe per il campionamento personale di agenti chimici e biologici.
