Quando un laboratorio stima l’incertezza di misura, una domanda rimane spesso aperta: il valore ottenuto è adeguato allo scopo?

Le Linee Guida SNPA 34/2021, dedicate ai criteri condivisi per la stima e l’interpretazione dell’incertezza di misura e l’espressione del risultato, sono particolarmente interessanti proprio perché introducono un confronto strutturato tra la prestazione ottenuta dal laboratorio e valori di riferimento definiti per specifiche combinazioni matrice-parametro.
È però importante distinguere bene tre concetti: incertezza stimata dal laboratorio, incertezza target e incertezza SNPA. Non sono sinonimi automatici e non devono essere utilizzati in modo intercambiabile senza comprenderne lo scopo.
Che cosa vuole ottenere SNPA 34/2021
Il documento affronta quattro temi principali: individuazione di incertezze di riferimento per i laboratori SNPA, regole decisionali per il confronto dei risultati con valori limite, gestione delle cifre decimali e calcolo delle sommatorie con la relativa incertezza.
La logica di fondo è molto utile anche come riferimento tecnico generale: stimare l’incertezza non basta; occorre verificare che sia coerente con l’utilizzo previsto del risultato.
Da dove derivano i valori di riferimento
Per definire i valori di incertezza SNPA, il documento considera una gerarchia di informazioni che parte, quando disponibili, dai criteri prestazionali previsti dalla normativa. In assenza o a integrazione di questi, vengono utilizzati dati provenienti da circuiti interlaboratorio e informazioni sulle prestazioni dei laboratori.
Questo approccio è coerente con il concetto di target measurement uncertainty: la prestazione richiesta dovrebbe derivare dall’uso del risultato, non semplicemente da quanto il laboratorio riesce storicamente a ottenere.
Incertezza stimata e incertezza target: la differenza fondamentale
L’incertezza stimata descrive la prestazione del metodo nelle condizioni in cui viene applicato dal laboratorio. Può essere ottenuta, ad esempio, da dati di precisione intermedia, bias, materiali di riferimento, prove valutative, validazione o altre informazioni tecnicamente giustificate.
L’incertezza target, invece, rappresenta la prestazione necessaria affinché il risultato sia adeguato allo scopo previsto.
Il confronto corretto è quindi:
incertezza ottenuta dal laboratorio ≤ incertezza massima/target ritenuta adeguata allo scopo?
Se la risposta è sì, il metodo ha una prestazione compatibile con il requisito scelto. Se la risposta è no, il problema non si risolve semplicemente modificando il valore dichiarato: occorre valutare il metodo, il modello di incertezza e le prestazioni effettive.
Come SNPA esprime l’incertezza
Nell’Allegato 1 delle Linee Guida sono riportati valori relativi associati alle diverse combinazioni matrice-parametro. Il documento distingue l’incertezza tipo relativa indicata come u e l’incertezza estesa ottenuta utilizzando un fattore di copertura k = 2.
Questo punto è importante perché, quando si confrontano valori di incertezza provenienti da documenti differenti, occorre sempre verificare se si sta parlando di incertezza tipo oppure di incertezza estesa. Confrontare direttamente valori espressi su basi diverse può portare a conclusioni errate.
La verifica di congruenza
Le Linee Guida prevedono che il laboratorio che abbia già valutato, o debba valutare, l’incertezza tipo della prova verifichi preventivamente la congruenza della propria incertezza con quella SNPA secondo i criteri descritti nel documento.
Il concetto operativo è molto interessante: il laboratorio conserva la propria valutazione sperimentale dell’incertezza, ma la mette a confronto con un riferimento esterno definito in funzione dello scopo.
È quindi diverso da un approccio nel quale si “adotta” semplicemente una percentuale prefissata senza avere valutato la reale prestazione del proprio metodo.
Un errore da evitare: usare l’incertezza target come risultato del calcolo
Se, per esempio, un documento indica un valore target del 20%, non significa che il laboratorio possa automaticamente dichiarare un’incertezza del 20%. Il valore target è un criterio prestazionale, non necessariamente il risultato della stima metrologica del laboratorio.
Occorre prima valutare la propria incertezza con un approccio tecnicamente valido e successivamente verificarne l’adeguatezza rispetto al target.
Analogamente, ottenere un’incertezza molto più piccola non è automaticamente indice di qualità superiore: può essere necessario verificare che il modello adottato non abbia escluso contributi rilevanti.
Il rapporto con ISO/IEC 17025
Per un laboratorio accreditato, il tema si collega direttamente alla validazione/verifica dei metodi, alla valutazione dell’incertezza e alla necessità di garantire risultati validi e adeguati allo scopo.
In fase di audit è quindi utile disporre di una registrazione che riporti:
- l’incertezza stimata dal laboratorio e il relativo livello di copertura;
- la fonte del requisito o del target utilizzato per il confronto;
- la matrice e il parametro cui il target si riferisce;
- il criterio utilizzato per valutare la congruenza;
- l’esito della verifica e le eventuali azioni conseguenti.
Attenzione allo stato applicativo del documento
Le Linee Guida SNPA 34/2021 sono state approvate con Delibera n. 141/2021 e successivamente oggetto di errata corrige. È inoltre importante ricordare che il Consiglio SNPA, con Delibera n. 168/2022, ha disposto la sospensione del termine di applicazione obbligatoria per i laboratori SNPA.
Per questo motivo il documento non deve essere presentato come un obbligo generalizzato per tutti i laboratori privati. Rimane però un riferimento tecnico estremamente utile per comprendere come possa essere costruito e utilizzato un criterio di incertezza adeguata allo scopo.
Il vero valore dell’incertezza target
La domanda da porsi non è soltanto quanto vale la mia incertezza?, ma:
qual è l’incertezza massima che posso accettare affinché il risultato continui a essere utile per la decisione che devo prendere?
È qui che il concetto di target uncertainty diventa realmente operativo e si collega alla scelta dei metodi, alla validazione, al controllo qualità e alle regole decisionali.
Approfondimenti DN Consulenze
DN Consulenze supporta i laboratori nella stima e verifica dell’incertezza di misura, nella definizione di criteri target, nella gestione delle regole decisionali e nell’utilizzo dei dati di validazione, carte di controllo e PT/ILC.
Consulta gli altri approfondimenti sull’incertezza di misura, i corsi DN Consulenze e la sezione consulenza ISO/IEC 17025.
Riferimento ufficiale: Linee Guida SNPA 34/2021 – pagina ufficiale.
Approfondimenti collegati
- NORDTEST NT TR 569 Ed. 6.1: carte di controllo e target control limits
- UNI EN 482:2021: incertezza massima nelle misure per gli ambienti di lavoro
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