La pipetta è tarata. Ma questo significa davvero conoscere l’incertezza con cui viene utilizzata ogni giorno?
In laboratorio è facile confondere l’incertezza riportata nel certificato di taratura con l’incertezza associata all’uso reale della pipetta. Sono due cose diverse. La taratura descrive il comportamento dello strumento nelle condizioni in cui è stato verificato; l’uso quotidiano introduce invece ulteriori contributi che possono diventare predominanti.
Taratura e incertezza d’uso non sono la stessa cosa
Il certificato di taratura fornisce informazioni fondamentali, come errore sistematico, ripetibilità e relativa incertezza nelle condizioni di prova. Tuttavia, quando la pipetta viene utilizzata nel laboratorio, il risultato dipende anche da altri fattori:
- operatore e tecnica di pipettaggio;
- temperatura della pipetta, del liquido e dell’ambiente;
- densità e viscosità del liquido;
- tipo e qualità del puntale;
- pre-bagnatura del puntale;
- angolo e profondità di immersione;
- tempo di aspirazione e dispensazione;
- evaporazione, soprattutto per piccoli volumi;
- condizioni di manutenzione dello strumento.
Per questo motivo l’incertezza di taratura è solo uno dei contributi del bilancio complessivo.
Il concetto di incertezza d’uso
L’incertezza d’uso cerca di rappresentare quanto è affidabile il volume effettivamente erogato nelle condizioni operative reali del laboratorio. L’approccio è particolarmente utile quando la pipetta costituisce una fase critica nella preparazione di standard, diluizioni, aggiunte di spike, curve di taratura o campioni.
Un modo efficace per valutarla consiste nel combinare informazioni metrologiche e dati sperimentali interni. In termini generali, il bilancio può includere:
uuso = √(utar2 + urip2 + uop2 + uamb2 + …)
dove i diversi termini rappresentano i contributi significativi effettivamente presenti nel processo.
La ripetibilità operativa è spesso il dato più utile
Una verifica gravimetrica eseguita internamente può fornire un’informazione molto concreta sulle prestazioni della pipetta nelle mani dell’operatore. Effettuando una serie di erogazioni ripetute a uno o più volumi di interesse è possibile stimare la dispersione reale del processo.
Questa informazione può essere molto più rappresentativa della sola incertezza dichiarata nel certificato, soprattutto quando si lavora vicino al limite inferiore del campo della pipetta.
Attenzione ai piccoli volumi
L’incertezza relativa tende ad aumentare al diminuire del volume erogato. Una pipetta può quindi essere perfettamente adeguata a 1000 µL e molto meno robusta quando viene utilizzata a 100 µL o, peggio, vicino al proprio limite minimo.
Per questo è opportuno valutare l’idoneità della pipetta rispetto al volume realmente impiegato nel metodo e non soltanto rispetto al suo campo nominale.
ISO/IEC 17025: cosa deve dimostrare il laboratorio?
La ISO/IEC 17025 richiede che le apparecchiature siano idonee all’uso previsto e che il laboratorio consideri i contributi significativi all’incertezza di misura quando applicabile. Non significa che ogni pipetta debba avere un elaborato modello matematico dedicato, ma che il laboratorio deve essere in grado di dimostrare che il sistema di dosaggio è adeguato rispetto alle prestazioni richieste dal metodo.
Una gestione efficace può quindi integrare:
- taratura periodica;
- verifiche intermedie gravimetriche;
- criteri di accettazione coerenti con l’uso;
- analisi del rischio sul volume impiegato;
- valutazione della ripetibilità reale;
- monitoraggio nel tempo delle prestazioni.
Un esempio semplice
Se il certificato di taratura riporta un’incertezza relativa dello 0,3%, ma nelle prove interne l’operatore mostra una ripetibilità dell’1,2%, utilizzare soltanto lo 0,3% nel ragionamento metrologico descrive male il processo reale. In quel caso la componente operativa è chiaramente più importante della sola taratura.
La domanda giusta
La domanda non dovrebbe essere soltanto: “La pipetta è tarata?”
Dovrebbe diventare: “Con quale incertezza sto realmente erogando questo volume nelle condizioni in cui utilizzo la pipetta?”
È questo il passaggio che trasforma una gestione puramente documentale della strumentazione in una vera gestione metrologica.
DN Consulenze supporta i laboratori nella valutazione dell’incertezza d’uso delle apparecchiature, nelle verifiche intermedie e nella costruzione di modelli coerenti con ISO/IEC 17025.
Per approfondire: metrologia e verifiche intermedie ISO/IEC 17025 e consulenza sulla valutazione dell’incertezza di misura.
Immagine: Julia Koblitz / Unsplash.
