Misure durante un’ispezione: quando un dato strumentale diventa parte della decisione

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Riferimento tecnico: ILAC G27:07/2019 – Guidance on measurements performed as part of an inspection process.

Quando un’attività di ispezione comprende una misurazione, il valore ottenuto non è semplicemente “un numero”: può diventare una delle evidenze tecniche utilizzate per formulare una decisione. Temperatura, pressione, portata, dimensione, spessore, massa, concentrazione, velocità o altre grandezze possono incidere direttamente sulla conclusione dell’ispezione.

È proprio questo il tema affrontato da ILAC G27:07/2019, documento di guida finalizzato ad aiutare gli organismi di ispezione e gli organismi che li valutano a garantire la validità delle misure eseguite nell’ambito di attività riconducibili alla ISO/IEC 17020. La guida richiama inoltre, quando pertinente, principi e requisiti tipici della ISO/IEC 17025 e della ISO 15189.

Ispezione e prova: due attività diverse, ma con un punto di contatto importante

In un laboratorio il risultato della prova rappresenta normalmente il prodotto principale dell’attività: per esempio una concentrazione, una massa, una temperatura o un valore dimensionale.

Durante un’ispezione, invece, una misura può essere solo uno degli elementi utilizzati per arrivare a una conclusione complessiva. L’ispettore può considerare contemporaneamente osservazioni visive, documentazione, stato dell’impianto, condizioni operative e risultati di una o più misure.

Questa differenza non rende la misura meno importante. Al contrario: più il valore misurato pesa sulla decisione finale, maggiore deve essere il livello di fiducia che l’organizzazione riesce a dimostrare su quel dato.

La domanda giusta non è soltanto: “lo strumento è tarato?”

Uno degli errori più frequenti è ridurre la riferibilità metrologica al semplice possesso di un certificato di taratura. La taratura è fondamentale quando necessaria, ma da sola non garantisce automaticamente che il risultato sia adatto allo scopo dell’ispezione.

Occorre valutare l’intera catena di misura:

  • adeguatezza dell’apparecchiatura rispetto alla grandezza e al campo di misura;
  • risoluzione e prestazioni metrologiche;
  • programma di taratura e verifiche intermedie;
  • condizioni ambientali e operative;
  • metodo utilizzato;
  • competenza dell’operatore;
  • registrazione dei dati e dei controlli;
  • influenza della misura sulla decisione finale.

La domanda realmente utile diventa quindi: “abbiamo evidenze sufficienti per dimostrare che questa misura è tecnicamente affidabile per l’uso che ne stiamo facendo?”

Riferibilità metrologica: non fermarsi al certificato

La riferibilità metrologica deve essere costruita e mantenuta in modo coerente con l’impiego della misura. Uno strumento può essere regolarmente tarato ma risultare comunque inadeguato se viene utilizzato fuori dal campo previsto, in condizioni ambientali non compatibili oppure con una risoluzione insufficiente rispetto al requisito da verificare.

Per questo motivo è utile collegare sempre:

requisito da verificare → grandezza da misurare → metodo → strumento → riferibilità → controlli → criterio decisionale.

Questa sequenza consente di evitare una gestione puramente documentale della metrologia e rende più chiaro il motivo per cui ogni controllo viene eseguito.

E l’incertezza di misura?

Nel mondo del laboratorio l’incertezza associata al risultato è un concetto abituale. Nel processo ispettivo il problema può essere diverso, perché la misura spesso rappresenta una componente dell’evidenza tecnica utilizzata per formulare un giudizio.

Questo non significa ignorare l’incertezza. Significa piuttosto chiedersi se e quanto la variabilità associata alla misura possa modificare la conclusione dell’ispezione.

Immaginiamo un requisito con limite pari a 100. Se il valore misurato è 70, una determinata variabilità potrebbe non modificare la decisione. Se invece il risultato è 99,8, la situazione è completamente diversa: risoluzione, ripetibilità, incertezza e regola decisionale diventano molto più importanti.

Più ci si avvicina a un limite, più diventa necessario conoscere le prestazioni reali del sistema di misura e stabilire come tali prestazioni vengono considerate nel giudizio finale.

Il metodo deve essere adatto allo scopo

“Lo abbiamo sempre misurato così” non è una giustificazione tecnica sufficiente.

Il metodo utilizzato durante un’ispezione deve essere adeguato alla grandezza, al campo di misura e soprattutto alla decisione che deve supportare. Un metodo può essere perfettamente adeguato per distinguere un valore di 10 da uno di 100, ma non essere sufficientemente performante per discriminare tra 9,8 e 10,2.

È quindi necessario conoscere almeno gli aspetti del metodo che possono influenzare il risultato: intervallo di lavoro, risoluzione, ripetibilità, condizioni di utilizzo, eventuali interferenze e fattori ambientali rilevanti.

Le condizioni ambientali possono cambiare il risultato

Temperatura, umidità, pressione atmosferica, vibrazioni, vento, alimentazione elettrica, posizione dello strumento e altre condizioni operative possono influenzare alcune misure.

In laboratorio molti di questi fattori possono essere controllati. Sul campo, invece, questo è spesso più complesso. Diventa quindi importante stabilire preventivamente:

  • quali condizioni devono essere monitorate;
  • quali limiti operativi sono accettabili;
  • quando una misura deve essere corretta, ripetuta o sospesa;
  • quali informazioni devono essere registrate nel rapporto o nel verbale.

Registrare una temperatura o un’umidità senza avere definito quale effetto possano avere sulla misura rischia di diventare un adempimento privo di utilità tecnica.

Verifiche intermedie: cosa succede tra due tarature?

Un certificato di taratura descrive lo stato metrologico dell’apparecchiatura in un determinato momento. L’organizzazione deve però mantenere fiducia nello strumento durante il suo utilizzo quotidiano.

A seconda del rischio e del tipo di apparecchiatura possono quindi essere utili verifiche intermedie, controlli funzionali, materiali o riferimenti di controllo, confronti con strumenti indipendenti, verifiche prima e dopo l’uso o altre attività documentate.

La frequenza di questi controlli dovrebbe essere proporzionata alla stabilità dello strumento, alla frequenza di utilizzo, alle condizioni di trasporto e impiego e soprattutto alle conseguenze che un errore potrebbe avere sulla decisione ispettiva.

Un approccio basato sul rischio

Non tutte le misurazioni eseguite durante un’ispezione hanno lo stesso peso.

Una misura puramente indicativa, utilizzata per orientare una successiva verifica, non ha lo stesso rischio di una misura utilizzata direttamente per stabilire la conformità o la non conformità rispetto a un limite.

Per impostare controlli proporzionati è utile considerare almeno tre aspetti:

  • importanza della misura nella decisione finale;
  • probabilità che il dato possa essere errato;
  • conseguenze di una decisione sbagliata.

È questo passaggio che trasforma la metrologia da semplice gestione delle scadenze a strumento per rendere più robusto l’intero processo di ispezione.

Una possibile checklist operativa

Per ogni misura significativa inserita nel processo ispettivo, l’organizzazione dovrebbe riuscire a rispondere con evidenze documentate alle seguenti domande:

  • perché questa misura viene eseguita?
  • quanto incide sulla decisione?
  • il metodo è sufficientemente selettivo e preciso per lo scopo?
  • lo strumento è idoneo per campo, risoluzione e accuratezza?
  • la riferibilità metrologica è adeguata?
  • sono necessari controlli intermedi?
  • le condizioni ambientali possono influenzare il risultato?
  • l’operatore è qualificato per l’attività?
  • l’effetto dell’incertezza o della variabilità può cambiare il giudizio?
  • le registrazioni permettono di ricostruire il processo?

Dal valore alla decisione

Il punto centrale di ILAC G27 può essere riassunto in una frase: una misura eseguita durante un’ispezione deve essere sufficientemente affidabile rispetto alla decisione che deve supportare.

ISO/IEC 17020 e ISO/IEC 17025 hanno finalità differenti, ma quando l’ispezione comprende attività di misura entrano inevitabilmente in gioco concetti metrologici: riferibilità, validità del metodo, competenza, controllo delle apparecchiature, condizioni ambientali e valutazione dell’effetto dell’incertezza.

Per questo la domanda finale non dovrebbe essere soltanto “abbiamo tarato lo strumento?”, ma:

“Siamo in grado di dimostrare che il valore utilizzato per prendere la decisione è tecnicamente affidabile?”

Riferimento ufficiale

Il documento ILAC G27:07/2019 è disponibile nella sezione ufficiale ILAC dedicata ai Guidance Documents: ILAC Guidance Documents – G Series.


DN Consulenze supporta laboratori e organizzazioni tecniche nella gestione delle apparecchiature, della riferibilità metrologica, delle verifiche intermedie, dell’incertezza e dei criteri di validità dei risultati secondo i principali riferimenti internazionali.

Foto di copertina: Homa Appliances / Unsplash. Immagine utilizzata a scopo illustrativo.

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